La procura di Vicenza apre un fascicolo conoscitivo sulla tragedia del Pasubio: i due alpinisti erano legati ma privi di aggancio alla parete
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Redazione Interno
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La procura di Vicenza ha attivato un fascicolo conoscitivo, una fase esplorativa che non implica l'iscrizione di ipotesi di reato né l'individuazione di persone sottoposte a indagini, con l'obiettivo di raccogliere elementi utili a valutare l'eventuale esistenza dei presupposti per successivi approfondimenti, mentre proseguono senza sosta gli accertamenti tecnici sulla dinamica dell'incidente costato la vita, domenica scorsa, ai giovani alpinisti Giosuè Baldissera, ventiseienne di Vicenza, e Sofia Dalle Nogare, ventitreenne di Schio.
La dinamica della caduta e il mancato ancoraggio
Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti, corroborate anche dalle testimonianze di altri escursionisti presenti sul massiccio, i due ragazzi, sebbene fossero legati l'uno all'altro dalla corda, al momento della precipitazione non risultavano agganciati ai chiodi di sicurezza della parete rocciosa; questo particolare, emerso con chiarezza dalle verifiche effettuate sui luoghi, ha portato a ipotizzare che la caduta, avvenuta da un'altezza stimata in oltre cento metri, possa essere stata determinata proprio dall'assenza di un punto di ancoraggio che, in circostanze normali, avrebbe dovuto
Bloccare la caduta del primo, impedendo di fatto il volo fatale di entrambi.
Le verifiche tecniche, concentrandosi sull'equipaggiamento personale delle vittime, non avrebbero peraltro evidenziato alcuna anomalia significativa né nei moschettoni né negli imbragi o nei caschetti, circostanza che, unita alla considerazione che la via percorsa, pur essendo di alta difficoltà, è assai frequentata e considerata sicura, ha consentito di escludere, almeno in questa fase, il distacco di uno dei chiodi di ancoraggio o altre cause legate a un cedimento della protezione fissa.
Le competenze e l'esperienza delle due vittime
L'ipotesi al momento più accreditata, sebbene non ancora confermata in via definitiva, rimane quindi quella di un errore umano, anche se appare difficile comprendere come due alpinisti di comprovata esperienza, quali erano entrambi, possano aver omesso di assicurarsi in un punto così delicato; Sofia Dalle Nogare, infatti, nonostante la giovane età, aveva frequentato la scuola di alpinismo del Cai di Schio e poteva vantare scalate di rilievo come quelle sulla parete nord della Presanella o sulla Marmolada.
Analogo profilo di competenza e passione caratterizzava Giosuè Baldissera, vigile del fuoco in servizio presso la caserma di Asiago, un ragazzo che, come hanno ricordato i colleghi e i suoi stessi familiari, aveva fatto della montagna e degli ambienti estremi la sua ragione di vita, tanto da sognare un giorno di entrare a far parte del nucleo Speleo alpino fluviale, e che proprio a causa di questa dedizione aveva scelto di lavorare a turni per poter dedicare più tempo alla sua passione per l'outdoor e le attività all'aria aperta.
Un altro incidente sul Monte Cornetto
La tragedia del Pasubio si inserisce purtroppo in un periodo nero per la montagna vicentina, come conferma il grave incidente verificatosi ieri sul Monte Cornetto, dove un alpinista cinquantenne, originario di Mirano, è precipitato per una quindicina di metri mentre stava affrontando lo Spigolo Noaro in cordata con un amico; l'uomo, che procedeva come primo di cordata, è caduto superando il compagno che si trovava fermo in sosta, riportando un sospetto politrauma che ha reso necessario l'intervento dell'elisoccorso di Verona, il quale, approfittando di un temporaneo varco tra le nuvole, ha
Potuto avvicinare la parete e recuperare il ferito, poi trasportato d'urgenza in ospedale a Vicenza.
Le operazioni di soccorso, che hanno richiesto più di due ore per essere completate, si sono poi concluse con il recupero del secondo alpinista, rimasto bloccato in parete, il quale è stato trasportato al rifugio Balasso per ricevere le prime cure, mentre l'infortunato principale è stato ricoverato in rianimazione all'ospedale San Bortolo di Vicenza; a rendere ancora più complesso l'intervento è stata la conformazione della roccia, che ha costretto i tecnici del Soccorso alpino a dover compiere diversi tentativi per riuscire a imbarcare entrambi i feriti con il verricello.
La coincidenza geografica e temporale tra i due incidenti, entrambi verificatisi nelle vicine zone di Valli del Pasubio, ha inevitabilmente richiamato l'attenzione delle autorità, che hanno già avviato le procedure per chiarire anche le cause di questa seconda caduta, mentre nel frattempo le famiglie delle due giovani vittime, Baldissera e Dalle Nogare, hanno scelto modalità diverse per affrontare il lutto e dare l'ultimo saluto ai propri cari: un funerale in chiesa per Sofia, una festa tra amici e parenti per celebrare la vita intensa di Giosuè.




