Honda CB1000F 2026, prova su strada della roadster che unisce il fascino degli anni Ottanta alla tecnologia moderna
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Roma – Un tuffo nel passato che guarda dritto al futuro: con la CB1000F, Honda ha compiuto un'operazione affascinante, riportando in auge una sigla storica e declinandola in una roadster che coniuga il fascino senza tempo delle naked anni Ottanta con una base tecnica assolutamente contemporanea. Dopo averla vista in anteprima all'EICMA, è arrivato il momento di metterla alla prova su strada, per capire se la ricetta seguita dalla Casa dell'Ala Dorata sia riuscita a centrare l'obiettivo dichiarato di regalare ai propri clienti la "Best Balanced Roadster".
La nuova arrivata, che sarà disponibile nei concessionari a partire da settembre al prezzo di 12.190 euro, si inserisce in un segmento di mercato in forte crescita, quello delle maxi naked dal sapore retrò, andando a contendere il terreno a rivali del calibro di Kawasaki Z900 RS e Suzuki Katana. A differenza di molte concorrenti, però, la CB1000F non si limita a un'estetica vintage, ma propone un approccio più profondo, che parte dal cuore pulsante della moto, il suo motore, per offrire un'esperienza di guida che è un autentico viaggio nel tempo.
Un motore con un'anima "asimmetrica"
Sotto il serbatoio, dalla linea muscolare e sinuosa, pulsa il quattro cilindri in linea da 1.000 cc, lo stesso che equipaggia la CB1000 Hornet e che deriva a sua volta da quello della CBR1000RR Fireblade del 2017. La differenza sostanziale, e qui sta il genio degli ingegneri Honda, è una messa a punto che ne stravolge il carattere. Per la CB1000F, la potenza scende a 124 CV (91 kW), raggiunti a 9.000 giri/min, ben 2.000 giri prima rispetto alla sorella Hornet. Anche la coppia massima, 103 Nm, arriva prima, a 8.
000 giri/min, conferendo al motore un'elasticità e una prontezza ai medi regimi che lo rendono estremamente godibile nella guida di tutti i giorni.
Ciò che rende ancora più speciale questo propulsore, però, è la soluzione tecnica adottata per ottenere queste caratteristiche: una fasatura asimmetrica delle valvole. I due cilindri di sinistra hanno una fasatura leggermente anticipata rispetto a quelli di destra, quasi come se fossero due bicilindrici separati, uno più votato ai medi e l'altro agli alti regimi. Il risultato non è solo un'erogazione fluida e corposa, ma anche un sound unico e affascinante, che si discosta dal classico frullio dei quattro cilindri in linea per abbracciare un tono più profondo e "meccanico".
La ciclistica della Hornet, la comodità in più di una tourer
Anche per quanto riguarda il telaio, la CB1000F condivide l'architettura a diamante in acciaio con la Hornet, ma con alcune modifiche sostanziali pensate per il suo utilizzo. Il telaietto posteriore è stato allungato e irrobustito per ospitare una sella più ampia e confortevole, che favorisce anche il trasporto del passeggero, mentre la posizione di guida è stata resa più rilassata grazie a un manubrio più alto.
La sella, con i suoi 795 mm da terra, è più bassa di 14 mm rispetto a quella della Hornet, agevolando l'appoggio a terra e aumentando la sensazione di controllo.
Le sospensioni, una forcella Showa SFF-BP da 41 mm completamente regolabile e un monoammortizzatore Pro-Link con leveraggio dedicato, sono state tarate per privilegiare il comfort su strade sconnesse e in città, senza per questo rinunciare a un comportamento preciso e sicuro quando il ritmo si fa più sostenuto. L'escursione della forcella, in particolare, è di 130 mm, con 12 mm in più rispetto alla Hornet, un dettaglio che fa la differenza nell'assorbimento delle asperità.
I freni, firmati Nissin con doppio disco flottante da 310 mm all'anteriore e pinze radiali a quattro pistoncini, garantiscono potenza e modulabilità, il tutto supportato dall'ABS Cornering che sfrutta i dati della centrale inerziale a sei assi.
Elettronica all'avanguardia per una guida sicura
Nonostante il look fortemente ispirato al passato, la Honda CB1000F è una moto tecnologicamente avanzata. Al posto del classico quadro strumenti analogico, troviamo un moderno display TFT a colori da 5 pollici, che offre una chiara leggibilità e si interfaccia con lo smartphone tramite il sistema Honda RoadSync, permettendo di gestire chiamate, musica e navigazione. Il sistema Smart Key, con accensione senza chiave, aggiunge un ulteriore tocco di modernità e praticità.
L'elettronica di bordo gestisce tre riding mode preimpostati (Sport, Standard, Rain) e due personalizzabili, agendo su erogazione di potenza, freno motore e controllo di trazione HSTC, che integra anche l'anti-impennata. Una dotazione completa che mette il pilota in condizione di sfruttare al meglio le prestazioni della moto in totale sicurezza.
La Honda CB1000F si rivela quindi un'operazione riuscita, capace di interpretare la nostalgia per un'epoca d'oro del motociclismo con intelligenza e rispetto. Non è una semplice operazione di marketing, ma una moto che ha una sua precisa identità, costruita intorno a un propulsore dal carattere unico e a una ciclistica che privilegia il piacere di guida e il comfort. Per chi cerca una maxi naked dal fascino senza tempo, ma con il cuore e la tecnologia del presente, la CB1000F rappresenta una scelta più che convincente.




