L’ostensione del Corpo di San Francesco, Assisi si prepara ad accogliere mezzo milione di pellegrini

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Si è aperta ufficialmente ad Assisi la prima ostensione pubblica e prolungata delle spoglie mortali di San Francesco, un evento di portata storica che cade nell’ottavo centenario della morte del Santo, avvenuta nel 1226. La macchina organizzativa, messa a punto nei mesi scorsi dai frati del Sacro Convento e dalle istituzioni locali, è entrata nella sua fase operativa più intensa: dalla giornata di ieri, sabato 21 febbraio, il corpo del patrono d’Italia – dopo essere stato estratto dalla tomba situata nella cripta – è stato deposto ai piedi dell’altare papale della chiesa inferiore della Basilica, dove rimarrà visibile ai fedeli fino al prossimo 22 marzo -1. La cerimonia formale di traslazione, seguita dalla celebrazione dei vespri e presieduta dal cardinale Ángel Fernandez Artime, ha dato il via a un mese durante il quale la città umbra si trasformerà in un crocevia della cristianità mondiale, accogliendo pellegrini giunti da ogni continente per sostare in preghiera dinanzi a quelle che restano delle spoglie mortali del Poverello.

Le cifre fornite dagli organizzatori delineano le dimensioni imponenti dell’evento: le prenotazioni, rese obbligatorie e gratuite attraverso il portale ufficiale sanfrancescovive.org, hanno già superato le trecentosettantamila unità, con una capacità di accoglienza giornaliera fissata a quindicimila visitatori -1. Le stime complessive, elaborate sulla base dei flussi attuali e delle richieste provenienti da ogni angolo del globo, lasciano presagire un'affluenza che potrebbe toccare quota mezzo milione di persone nell'arco dei trenta giorni stabiliti -1. A reggere l’impatto emotivo e organizzativo di questa marea umana – una sfida logistica non indifferente per un centro storico dalle vie medievali – ci penserà un esercito di 416 volontari, composto in larga maggioranza da donne e con un'escursione anagrafica che spazia dai sedici agli ottant'anni, segno tangibile di quanto la figura del Santo di Assisi continui a parlare a generazioni diverse -1.

Il significato spirituale e il racconto dell'estumulazione

Oltre ai numeri, che pure raccontano la portata globale del fenomeno, l’evento è vissuto dalla comunità francescana con una partecipazione emotiva che travalica la semplice gestione dei flussi turistici. Fra Marco Moroni, custode del Sacro Convento, ha descritto l’atmosfera di queste ore come di un'“emozione altissima”, raccontando il momento dell'estumulazione avvenuta nella mattinata di sabato -1. Aprendo con due chiavi, una delle quali recava le lettere “S” e “F” a simboleggiare il nome del Poverello, l’urna ottocentesca ha rivelato una sorpresa: sul fondo era visibile una sorta di cuscino imbottito in metallo dorato, un dettaglio che ai frati è parso quasi un segno, l’immagine di Francesco che riposa -1. Il messaggio che si intende trasmettere ai pellegrini, ha spiegato fra Moroni, non è legato a una devozione fine a se stessa, ma punta all'essenziale della testimonianza evangelica, a quella vita completamente donata che, come insegna il Vangelo, solo perdendosi si può ritrovare -1.

A corroborare questa visione, monsignor Domenico Sorrentino, amministratore apostolico delle diocesi di Assisi, ha sottolineato come l’incontro con quelle ossa rappresenti un modo per partecipare alla fede del Santo in Gesù risorto -4. In questo percorso, che guarda alla vita di Francesco come a un modello, si inserisce anche la figura di San Carlo Acutis, il giovane beato recentemente santificato e sepolto ad Assisi, che proprio respirando l’aria del Poverello trovò la sua strada verso l’Eucaristia. Per i pellegrini che arriveranno, sarà possibile visitare anche il sito del vescovado-santuario della Spogliazione, luogo in cui Francesco, poco prima di morire, compose le ultime strofe del Cantico e dove, in un certo senso, compì la prima “ostensione” del suo ormai interamente consacrato -4.

Il potenziamento dei trasporti e l’accoglienza diffusa

L’imponente afflusso previsto ha reso necessario un ripensamento della mobilità urbana e extraurbana. Busitalia, in stretta collaborazione con la Regione Umbria, ha messo a punto un piano straordinario di potenziamento del trasporto pubblico che mira a garantire l’accessibilità e una gestione efficiente dei flussi -3. A partire da oggi, il collegamento tra la stazione ferroviaria di Assisi – Santa Maria degli Angeli e il centro storico, con capolinea nei pressi di Piazza Matteotti e della Basilica di San Francesco, vedrà un incremento significativo delle corse: nei giorni feriali, la frequenza sarà ogni venti minuti dalle otto del mattino alle otto di sera, mentre il sabato e i giorni festivi l’intervallo scenderà a quindici minuti, sempre nella medesima fascia oraria -10. Inoltre, è stata riattivata la linea urbana E, già sperimentata con successo nell’autunno del 2025, che collegherà in modo diretto Piazza Unità d’Italia, San Damiano, il centro e l’Eremo delle Carceri, snodo quest’ultimo fondamentale per i visitatori che intendono percorrere i sentieri francescani -3.

Per l’intero 2026, e in particolare durante il periodo dell’ostensione, sono stati programmati centocinquantadue servizi straordinari di navetta, pensati per collegare le stazioni ferroviarie con i parcheggi di interscambio periferici. L’obiettivo dichiarato è duplice: ridurre l’impatto del traffico veicolare nel centro storico, preservandone la vivibilità, e offrire una soluzione sostenibile ai visitatori che arriveranno in massa -10. Durante i momenti di maggiore affluenza, ovvero nelle fasce orarie che vanno dalle otto e trenta a mezzogiorno e dalle quindici alle diciassette e trenta, è previsto persino il raddoppio dei mezzi in circolazione, con una frequenza che potrà raggiungere i trenta minuti, una misura questa che testimonia la volontà delle autorità locali di non farsi trovare impreparate di fronte a un evento che, per la città di Assisi e per l’intera regione, rappresenta una prova immensa sotto il profilo organizzativo ma anche un'occasione di rinnovato dialogo con la figura universale di San Francesco -1.

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