Gaza, prosegue l’offensiva israeliana nonostante gli avvertimenti Onu sulla carestia
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Redazione Esteri
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Le forze israeliane hanno intensificato le operazioni militari nel nord della Striscia di Gaza, colpendo, secondo fonti locali, diversi punti sensibili tra cui una scuola che ospitava sfollati e alcuni centri per la distribuzione degli aiuti umanitari nell’area di Sheykh Radwan. I raid, che includono attacchi aerei e il pesante utilizzo di artiglieria, si inseriscono in una fase cruciale del conflitto, giunto ormai al suo 686esimo giorno, di cui 158 dall’interruzione unilaterale della tregua da parte di Israele.
L’esercito israeliano ha confermato di aver avviato quelle che definisce “operazioni preliminari” per l’occupazione di Gaza City, con le truppe che avrebbero già preso il controllo di diverse zone periferiche e che continuano a spingersi verso il centro. Nella notte tra giovedì e venerdì, i bombardamenti si sono fatti particolarmente intensi, mentre gli avvertimenti di evacuazione – rivolti a strutture sanitarie e organizzazioni umanitarie – hanno reso ancor più drammatica una situazione già insostenibile per la popolazione civile.
La posizione del governo israeliano, guidato da Benjamin Netanyahu, è stata ribadita con forza dal ministro della Difesa Israel Katz, il quale ha dichiarato senza giri di parole che Gaza City verrà “completamente distrutta” se Hamas non accetterà le condizioni poste da Israele, che includono il disarmo completo e il rilascio immediato di tutti gli ostaggi ancora detenuti. Una posizione che, come noto, contrasta con la disponibilità mostrata dal movimento islamico ad aderire a una tregua – proposta dai mediatori egiziani e qatarioti – che prevede la liberazione graduale dei prigionieri.




