Trump avverte: "Evacuate Teheran". Netanyahu non esclude di colpire Khamenei
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Redazione Esteri
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Mentre la tensione tra Israele e Iran raggiunge livelli senza precedenti, Donald Trump ha esortato i cittadini a lasciare immediatamente la capitale iraniana. «Tutti dovrebbero evacuare Teheran», ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, in quello che appare come un monito legato all’escalation militare in corso. Da parte sua, Benjamin Netanyahu non ha nascosto la possibilità di prendere di mira direttamente Ali Khamenei. «Eliminarlo porrà fine al conflitto, non lo aggraverà», ha affermato il premier israeliano in un’intervista ad Abc, sottolineando che «Israele ha il pieno controllo dei cieli su Teheran, e questo cambia tutto».
Le parole di Netanyahu arrivano mentre prosegue l’operazione Rising Lion, lanciata venerdì scorso con una serie di attacchi mirati contro siti nucleari, vertici militari e scienziati iraniani. Ma gli obiettivi sembrano essersi ampliati: le incursioni dell’Idf hanno colpito anche infrastrutture energetiche e il quartier generale della televisione di Stato Irib, dove si sarebbero registrate «diverse vittime» tra giornalisti e personale tecnico. Un’offensiva che, secondo analisti, potrebbe puntare a un regime change, nonostante le dichiarazioni iniziali di Tel Aviv.
Khamenei, dal canto suo, sembra cercare una via di fuga. Fonti non confermate parlano di un possibile salvacondotto russo per raggiungere Mosca in segreto, mentre cresce il timore di un’azione diretta contro di lui. Netanyahu, del resto, ha ribadito che l’eliminazione della Guida suprema accelererebbe la fine delle ostilità. «Non aggraverà il conflitto, ma lo chiuderà», ha insistito, lasciando intendere che nessun obiettivo è ormai escluso.
Intanto, il conflitto entra nel suo quinto giorno con nuovi scambi di colpi. L’ultimo attacco missilistico iraniano, il nono dall’inizio delle ostilità, non avrebbe causato danni significativi, secondo fonti israeliane, colpendo solo aree disabitate. Poche ore prima, però, Israele aveva bombardato la sede dell’emittente pubblica iraniana, in un’operazione che ha ulteriormente inasprito il clima.




