Elicottero cade in Valmalenco: vittima un operaio, pilota era il recordman dell'Himalaya

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un incidente che unisce la cronaca locale della Valtellina a una figura di risonanza internazionale. Nella mattina del 4 dicembre, poco dopo le otto, un elicottero privato è precipitato in una zona impervia del comune di Lanzada, in Valmalenco, mentre era impegnato in un'operazione di supporto ai lavori di bonifica seguenti a una frana. Il bilancio, confermato dai vigili del fuoco, è di un morto e tre feriti, tutti evacuati dal luogo dell'impatto e presi in carico dai soccorsi sanitari. La dinamica, sulla quale indaga la magistratura, appare legata alle difficoltà operative in un ambiente montano severo, dove circa due settimane fa il distacco di tremila metri cubi di roccia aveva reso necessari interventi specifici.

Il pilota: una vita tra le vette

Ai comandi del velivolo, secondo quanto ricostruito, c'era Maurizio Folini, sessantenne originario della provincia di Sondrio la cui esistenza si è da sempre intrecciata con la montagna in tutte le sue declinazioni. Guida alpina e pilota, Folini ha trasferito la sua profonda conoscenza dell'ambiente alpino alle operazioni di soccorso, costruendo una reputazione che va ben oltre i confini nazionali. La sua esperienza, infatti, lo porta annualmente in Nepal, dove per mesi organizza e conduce missioni di recupero in Himalaya, operando a quote proibitive per la maggior parte degli elicotteristi. È a una di queste imprese estreme che deve la sua iscrizione nel Guinness dei primati, per aver eseguito quello che è riconosciuto come il salvataggio più alto del mondo, portato a termine a 7.800 metri di altitudine sull'Everest.

La vittima e il contesto dell'operazione

La persona che ha perso la vita nell'incidente è un giovane operaio di 29 anni, trovato senza vita nei pressi del relitto. Lui e altri due colleghi, tutti feriti, erano a bordo del mezzo per essere trasportati verso l'area da bonificare, una località di difficile accesso servita da una strada che dalla frazione Tornadri conduce a Campo Franscia e che era stata parzialmente travolta dalla massa di detriti. Il volo, dunque, rientrava nelle ordinarie, seppur complesse, attività logistiche necessarie dopo eventi franosi di una certa entità, dove l'elicottero diventa strumento indispensabile per raggiungere luoghi altrimenti isolati. Le condizioni del tempo al momento dell'accaduto non sono state specificate come critiche dalle prime comunicazioni.

Le indagini e il recupero

Sul posto, oltre ai sanitari del 118, sono intervenuti immediatamente i vigili del fuoco, il cui compito iniziale è stato quello di prestare le prime cure ai feriti e assicurarne il trasporto verso gli ospedali della zona. Parallelamente, le squadre hanno avviato le operazioni per il recupero del del giovane deceduto, operazioni rese delicate dalla morfologia del terreno e dalla necessità di non interferire con la scena dell'incidente, che ora è sotto la giurisdizione delle autorità inquirenti. La procura, come di consueto in simili casi, ha già avviato le indagini per accertare le cause precise del crash, che vedranno inevitabilmente l'acquisizione di ogni elemento tecnico e testimoniale utile a comprendere cosa abbia interrotto quel volo di servizio.

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