Hantavirus, Sala: “Tutti ampiamente scottati”. Bertolaso e Gori: “Turista inglese negativo, non sarà un nuovo Covid”

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, non usa giri di parole nel commentare la vicenda del turista britannico finito in quarantena all’ospedale Sacco, dopo essere stato identificato come possibile contatto a rischio di Hantavirus. “È molto difficile per me fare valutazioni”, ha dichiarato il primo cittadino, riferendosi – e non potrebbe essere altrimenti – all’esperienza traumatica della gestione del Covid, che ha segnato profondamente la città e l’intero Paese. “È chiaro che dopo quello che è successo saremo tutti prudenti nel fare valutazioni”, ha aggiunto, sottolineando come la comunità scientifica, nella sua gran parte, concordi su un punto fondamentale: questo virus, a differenza del Sars-CoV-2, è già conosciuto, e dunque – per quanto si debba restare cauti – il problema dovrebbe presentarsi con un impatto meno rilevante. Una cautela, quella di Sala, che nasce da una ferita ancora aperta: quella di essere stati “ampiamente scottati” da una pandemia che ha messo in ginocchio persino i sistemi sanitari più avanzati.

Bertolaso: “Situazione sotto controllo, dite agli italiani di stare tranquilli”

Più netto e rassicurante, come da prassi, si è mostrato Guido Bertolaso, attuale assessore al welfare della Regione Lombardia. Presente anch’egli al Sacco, l’ex capo della protezione civile durante l’emergenza Covid ha voluto chiarire immediatamente la natura dell’allarme. “La situazione è sotto controllo. Non sarà un nuovo Covid”. Parole pesanti, quelle di Bertolaso, pronunciate davanti ai cronisti mentre accanto a lui si trovavano i tecnici che hanno seguito il caso del turista inglese, rintracciato in poche ore – come ha tenuto a precisare lo stesso assessore – dopo la segnalazione relativa al volo su cui viaggiava anche la donna olandese poi deceduta in Sudafrica per l’hantavirus. L’uomo è stato sottoposto ai test diagnostici del caso, e i primi riscontri, ha garantito Bertolaso, sono già arrivati: risultati negativi, nessuna positività al momento riscontrata. Una mobilitazione rapida, quella lombarda, che ha voluto prevenire anche solo l’ombra di un ritardo, imparata la lezione del passato.

Gori (infettivologo Sacco): “Non è contagioso e non lo è stato fino ad ora”

A scendere ancor più nel dettaglio clinico è stato Andrea Gori, direttore del Centro Regionale per le Malattie Infettive della Lombardia, che insieme a Bertolaso ha risposto alle domande dei giornalisti. “Le condizioni del paziente sono buone. È asintomatico e negativo. Non è contagioso e non lo è stato fino ad adesso”. Una precisazione, quest’ultima, tutt’altro che banale: il turista britannico, sebbene viaggiato sullo stesso volo della donna olandese (che aveva a sua volta contratto il virus in Sudafrica, verosimilmente nella regione degli Andes), non rappresenta alcun pericolo per gli altri passeggeri né per il personale sanitario che lo ha in cura. Gori ha spiegato che l’uomo è stato sottoposto a isolamento preventivo al Sacco, il centro di riferimento milanese per le malattie infettive, dove gli accertamenti virologici hanno fugato ogni timore immediato. Nessuna traccia del patogeno nel suo organismo, e nessuna evidenza di una potenziale trasmissibilità.

Il ministero della Salute e la mobilitazione europea: test negativi, isolamento precauzionale

Sulla vicenda è intervenuta anche la politica sanitaria nazionale, con una nota ufficiale diramata dal ministero della Salute. Nella strettissima osservanza del principio di massima tutela – si legge nel comunicato – l’uomo era stato subito posto in isolamento all’ospedale Sacco, nel capoluogo lombardo, dove gli accertamenti cui è stato sottoposto hanno dato esito negativo. Le indagini epidemiologiche hanno ricostruito il percorso del volo Sant’Elena-Johannesburg, sul quale si trovava anche la moglie della prima vittima dell’Andes (la donna olandese, appunto). E mentre a Milano il caso sembra già rientrato, l’attenzione si sposta a livello europeo: l’Ema, l’agenzia del farmaco dell’Unione europea, si è mobilitata per monitorare la situazione, sebbene al momento non vi siano elementi per parlare di un focolaio continentale. Nessun altro passeggero a rischio è stato segnalato in Italia, e i test negativi sul turista inglese chiudono, almeno per ora, il capitolo italiano di questa vicenda.

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