Malagò cede alla legge e lascia il Coni, mentre si accende la battaglia per la successione

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Giovanni Malagò, dopo dodici anni alla guida del Coni, ha annunciato il proprio ritiro, piegandosi all’impossibilità di ottenere un quarto mandato. “Mi inchino alla legge”, ha dichiarato, chiudendo così ogni tentativo di proroga, persino quella simbolica che gli avrebbe permesso di condurre l’Italia verso le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Un traguardo a cui teneva, ma che la normativa – applicata con rigore dal governo e dal ministro dello Sport, Andrea Abodi – gli ha negato.

Durante l’ultimo Consiglio nazionale da presidente, Malagò ha rivendicato con orgoglio i risultati ottenuti: “Abbiamo vinto l’inimmaginabile”, ha detto, sottolineando come il prestigio del Coni sia oggi riconosciuto a livello internazionale. Pur evitando di schierarsi apertamente per un successore, ha lasciato intendere che il suo auspicio è un passaggio di consegne senza fratture. “Il profilo del nuovo presidente dovrà essere quello di chi sa tenere unito il movimento”, ha aggiunto, senza però entrare nel merito dei nomi che circolano.

Tra questi c’è quello di Luciano Buonfiglio, presidente della Federazione italiana canoa e kayak, che nel suo intervento ha ringraziato Malagò per “le emozioni regalate” e si è detto disponibile a raccoglierne l’eredità. Le elezioni, previste per il 26 giugno, si annunciano tutt’altro che scontate, con diversi esponenti del mondo sportivo pronti a candidarsi.

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