Minori e reati, il governo vara il decreto: fermo preventivo a 24 ore e 500 militari a Milano
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Redazione Interno
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L'eco dei disordini di Milano continua a pesare sulle decisioni di Palazzo Chigi. Dopo il fine settimana di devastazioni e saccheggi che ha coinvolto diversi centri italiani, l'esecutivo guidato da Giorgia Meloni ha convocato per oggi un Consiglio dei ministri straordinario chiamato a varare un decreto legge con una stretta immediata sull'ordine pubblico.
Il provvedimento, secondo quanto trapela dal vertice di ieri, dovrebbe recepire alcune misure già contenute nel disegno di legge sulla sicurezza in esame al Senato, affiancandone altre ritenute urgenti dopo quanto accaduto nel capoluogo lombardo.
La posizione del capo dello Stato
Da Imperia, dove è in corso la trentanovesima Assemblea delle Province d'Italia, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha preso posizione sui fatti del weekend. «Ogni violenza è inaccettabile», ha affermato il capo dello Stato, esprimendo alle forze dell'ordine e ai quasi 200 feriti tra Polizia e Carabinieri «la piena solidarietà della comunità nazionale».
Mattarella ha poi aggiunto che serve «un'analisi intelligente e approfondita» e «un'attenta vigilanza in grado di contrastare violenze che sembrano esplodere in modo inatteso da soggetti inediti», ponendo interrogativi che meritano riflessione sotto diversi profili.
Le misure allo studio del Consiglio dei ministri
Il pacchetto su cui stanno lavorando gli uffici legislativi di Palazzo Chigi e dei ministeri competenti ruota attorno ad alcuni interventi chiave. Il primo riguarda l'estensione del fermo preventivo, che passerebbe dalle attuali dodici a ventiquattro ore e verrebbe applicato anche ai minorenni, con la possibilità di trattenerli in questura prima dei cortei anche in assenza di reati contestati.
Sul fronte degli illeciti, si profila l'introduzione del reato di danneggiamento aggravato e l'arresto obbligatorio per i responsabili di devastazione durante le manifestazioni, con la possibilità di procedere all'arresto differito entro quarantotto ore utilizzando filmati e prove video per identificare i soggetti. È previsto inoltre il divieto di aggregazione per le persone ritenute pericolose per l'ordine pubblico, misura pensata per contrastare le bande giovanili e i episodi di violenza di gruppo.
Il rafforzamento militare a Milano
Sul piano operativo, la decisione più immediata riguarda l'invio di 500 militari aggiuntivi a Milano nell'ambito dell'operazione Strade sicure. La novità, rispetto al passato, consiste nel fatto che le divise dispiegate nel capoluogo lombardo avranno anche funzioni di polizia giudiziaria: potranno quindi fermare e, se necessario, arrestare i facinorosi. Come precisato dal ministro della Difesa Guido Crosetto, si tratta di poteri a tempo, necessari per dare supporto a Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza per un periodo di tre mesi.
Il vicepremier Matteo Salvini ha rivendicato la misura come una vittoria della Lega, parlando di «500 militari in più per difendere la città».
I danni economici e le disdette
Intanto, mentre il governo prepara la risposta normativa, Milano fa i conti con le conseguenze materiali dei disordini. Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano, ha aggiornato la stima dei danni: «Dal mezzo milione di ieri mattina siamo a circa 1 milione». Ma il problema, ha precisato, è soprattutto un altro: «il mancato incasso per le attività che hanno dovuto chiudere e per le disdette che si iniziano a registrare, soprattutto da parte di stranieri».
Secondo Barbieri, quello che è accaduto ha già portato «diverse disdette» a ristoranti e hotel, «perché le persone hanno paura».
Il quadro europeo e il precedente francese
La stretta italiana arriva in un momento di tensione che attraversa l'intero continente. Oltreconfine, la Francia è alle prese con una delle peggiori ondate di violenza urbana degli ultimi anni: il primo ministro Sébastien Lecornu, al termine di una riunione di crisi, ha dichiarato che non esclude di dichiarare lo stato di emergenza «se necessario», pur privilegiando per ora l'imposizione di coprifuoco localizzati nelle zone più colpite. I disordini d'Oltralpe hanno coinvolto migliaia di esercizi commerciali e portato a oltre 2.500 arresti, in un clima che il governo francese attribuisce anche a una regia dell'estrema sinistra in vista delle elezioni presidenziali della prossima primavera. Il caso francese pesa sul dibattito italiano anche per la vicinanza temporale delle due crisi, con Palazzo Chigi che ha seguito con attenzione l'evoluzione della situazione prima di decidere l'intervento normativo.
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