Filippo Manni, dal commento in tv al matricidio: un anno dopo, la tragedia di Racale
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Redazione Interno
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Era il 26 giugno 2024 quando Filippo Manni, allora ventenne, interveniva in un servizio Rai sull’accoltellamento di una ragazza da parte del fidanzato, Giuseppe Proce, suo compaesano. Quel giovane, condannato a quasi dieci anni di carcere, sembrava lontano anni luce dalla sua vita. Eppure, dodici mesi dopo, Manni si è reso protagonista di un gesto ancora più efferato: l’omicidio della madre, Teresa Sommario, uccisa a colpi d’accetta nella loro casa di Racale, in provincia di Lecce.
Il gip Valeria Fedele ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare per il 21enne, che ha confessato senza esitazioni. «Mia madre mi rimproverava, non voleva lasciarmi stare. Per questo l’ho uccisa», avrebbe dichiarato davanti ai giudici. Un movente banale, quasi disarmante nella sua semplicità, che però nasconde un rapporto logorato da continui conflitti, sfociato in un atto irreparabile. Quella che doveva essere una tranquilla giornata di smart working per Teresa, 52 anni, si è trasformata in una scena di sangue: Filippo, studente universitario a Roma, ha preso un’accetta ornamentale – un cimelio da boy scout – e l’ha colpita alla testa.
La psichiatra Liliana Dell’Osso, presidente della Società italiana di Psichiatria, avanza un’ipotesi sul profilo del ragazzo: «Era in difficoltà nelle relazioni, camuffava il disagio psichico». Un disagio che, seppur intuibile, non aveva mai manifestato segnali così estremi. Chi lo conosceva lo descriveva come un giovane normale, lontano dall’immagine del killer. Eppure, quella stessa persona che un anno prima commentava con distacco un tentato omicidio, oggi è accusata di averne compiuto uno nella forma più atroce: contro la donna che gli aveva dato la vita.
A Racale, nella villetta di via Toscana, ora resta solo un silenzio pesante. Quello di una famiglia spezzata, di un figlio che ha oltrepassato il confine più inviolabile. Senza urla, senza minacce precedenti, solo l’esplosione improvvisa di una rabbia repressa. I carabinieri, chiamati dallo stesso Filippo, hanno trovato il corpo di Teresa senza vita, mentre lui, in stato di shock, attendeva di essere portato via.




