La Russia testa il missile Burevestnik, un cruise a propulsione nucleare
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Redazione Esteri
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In un momento di rinnovata tensione strategica a livello globale, la Russia ha annunciato di aver condotto con successo il primo test a lungo raggio del missile cruise 9M730 Burevestnik, un’arma il cui sviluppo, non privo di incidenti passati, procede ormai da anni. La notizia, che arriva a pochi giorni dall’insediamento di Donald Trump come presidente degli Stati Uniti, è stata comunicata direttamente al presidente Vladimir Putin dal suo Capo di Stato Maggiore, Valery Gerasimov, nel corso di una riunione tenutasi in un posto di comando interforze. L’incontro, avvenuto il 26 ottobre, ha fatto seguito a una serie di esercitazioni delle forze strategiche russe, in un quadro che Mosca dipinge come di normale aggiornamento delle proprie capacità deterrenti.
Un’arma a gittata illimitata
Il Burevestnik, designato dalla NATO con il nome in codice di SSC-X-9 Skyfall, si distingue dalla maggior parte dei sistemi d’attacco convenzionali per la sua propulsione nucleare, una caratteristica che, secondo quanto affermato dalle autorità russe, gli conferirebbe una gittata praticamente illimitata. Questo aspetto, tecnicamente complesso e a lungo oggetto di analisi da parte degli esperti occidentali, rappresenta una sfida significativa per i sistemi di difesa esistenti, poiché un missile del genere potrebbe potenzialmente manovrare per periodi di tempo estesi, eludendo le traiettorie balistiche prevedibili e rendendo estremamente difficile il suo rilevamento e intercettazione. Alcuni di loro, del resto, ne hanno già parlato come di un’arma che cambierebbe gli equilibri, sebbene i dettagli operativi restino per ovvie ragioni avvolti nel massimo riserbo.
Il contesto strategico e il siluro Poseidon
L’annuncio sul Burevestnik non è un evento isolato, bensì si inserisce in un più ampio programma di potenziamento degli armamenti strategici russi che include anche il drone sottomarino Poseidon. Anche quest’ultimo sistema, presentato in passato attraverso i canali di propaganda nazionali, utilizza una testata nucleare ed è stato descritto come in grado di generare effetti distruttivi su larga scala, con dichiarazioni, peraltro non verificate, che hanno parlato della possibilità di innescare uno tsunami radioattivo. Lo sviluppo parallelo di queste armi, che appartengono a domini differenti – uno aereo e l’altro marittimo – indica una chiara volontà di diversificare le opzioni di attacco e di sfidare le difese avversarie su più fronti simultaneamente.
Le valutazioni della intelligence americana
Secondo quanto riportato da documenti di intelligence statunitensi, le mosse di Mosca sembrerebbero confermare una linea di fermezza e una scarsa propensione al compromesso riguardo al conflitto in Ucraina. Le nuove prove delle capacità militari russe, infatti, arrivano in un frangente diplomatico particolarmente delicato, nel quale, stando a quelle stesse fonti, il Cremlino non mostrerebbe una reale disponibilità a impegnarsi in negoziati di pace sostanziali. L’avanzamento tecnologico del Burevestnik, pertanto, assume un duplice significato: da un lato rappresenta un progresso puramente militare, mentre dall’altro funge da potente segnale politico in un dialogo strategico che, con la nuova amministrazione americana, entra in una fase per molti versi imprevedibile.




