Chiello e il suo viaggio verso Sanremo: tra “Agonia” e la ricerca di un senso
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Ascoltare Chiello, mentre si prepara al suo debutto all'Ariston, significa immergersi in un flusso di coscienza che sembra provenire da un'altra dimensione. L'artista, che si presenterà con "Ti penso sempre", brano scritto di suo pugno e composto insieme a Tommaso Ottomano, Saverio Cigarini, Fausto Cigarini e Matteo Pigoni, vaga con il pensiero sul palco dell'Arci Bellezza, e il suo eloquio, cosparso di frasi incidentali e riflessioni laterali, emana effettivamente una forte sensazione di altrove. Una di queste riflessioni, che suscita non poco interesse, riguarda l'imminente incontro con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, un appuntamento tradizionale per i protagonisti del Festival: il cantautore lucano, il cui vero nome è Rocco Modello, confessa di provare un brivido al pensiero, ma non certo per la formalità dell'evento o per il suo tatuaggio in viso, quanto piuttosto per la natura stessa di quel momento, percepito come un punto di contatto tra mondi diversi.
Un album come stato di transizione
Il prossimo 20 marzo, infatti, vedrà la luce "Agonia", il nuovo lavoro discografico di Chiello, un Titolo che, come lui stesso tiene a precisare, non va interpretato in maniera semplicistica. "Mi piaceva come parola", ha spiegato durante la presentazione, "non intesa come dolore fisico, ma nel suo significato originario, quello di una lotta interna, di uno stato di transizione, del vivere dentro un conflitto perpetuo". È proprio questo il filo rosso che lega le sue parole, quasi a voler tracciare un percorso da un prima a un dopo, un viaggio interiore che trova nella musica la sua principale forma di espressione. Quel "sto bene" che ripete, dunque, non suona affatto come una formula di circostanza, ma piuttosto come l'approdo a una consapevolezza conquistata, un punto di equilibrio dinamico e faticoso.
L'ironia come scudo e la competizione come non-problema
A chi gli chiede le motivazioni della sua partecipazione a Sanremo, Chiello risponde con una disarmante ironia, affermando di aver accettato "perché mi annoiavo e non avevo niente da fare", prendendo in prestito un verso dalla canzone "Mi Sono Innamorato di Te" che canterà in duetto con Morgan. Una dichiarazione che smonta qualsiasi retorica da sogno nel cassetto e che cela, forse, un approccio più profondo e disincantato alla macchina festivaliera. L'ansia da prestazione, del resto, sembra non appartenergli: descrive le sue sensazioni come "giuste", parla di pianeti che si allineano e di una tranquillità che lo accompagna. Riguardo alla gara, poi, la sua posizione è netta e senza ambiguità: "Non mi interessa, nella musica non esiste competizione", arrivando ad aggiungere, con un paradosso che è tutto suo, di sperare "forse di arrivare ultimo", quasi a sottolineare una totale indifferenza verso i meccanismi di classifica.
La stima per Morgan oltre le polemiche
Una delle scelte più discusse del suo Sanremo è proprio il duetto con Morgan, artista di indubbio talento ma le cui vicende giudiziarie, legate a una condanna per stalking, hanno sollevato non poche polemiche. Anche su questo punto, Chiello mostra una linea di pensiero coerente con il suo modo di essere, scevra da giudizi morali o facili moralismi. La sua risposta, quando interrogato sull'argomento, è diretta e focalizzata esclusivamente sulla dimensione artistica: "Lo stimo come artista". Una presa di posizione che isola l'operato creativo dal personaggio, senza addentrarsi in valutazioni esterne o in ipotesi sui possibili sviluppi del dibattito pubblico, ma limitandosi a ribadire il valore professionale del collega con cui ha deciso di salire sul palco.




