Sanremo, le polemiche pre Festival: Al Bano 'escluso' (anche) dagli spot, il Pucci gate e Morgan dietro le quinte per Chiello
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Mancano ormai poche ore al via della settantasettesima edizione del Festival di Sanremo, e come da tradizione consolidata – quasi un rito laico che precede l’attesa per i cantanti in gara – il clima che circonda l’Ariston si è infiammato ben prima che il presentatore Carlo Conti potesse dare il suo “Benvenuti all’Ariston”. Le polemiche, in questa vigilia, viaggiano su binari paralleli ma ugualmente frequentati: c’è chi si sente ingiustamente dimenticato, chi getta la spugna dopo un’ondata di odio social e chi, invece, decide di fare un passo indietro per quella che definisce una ragione artistica, pur restando dietro le quinte.
Il fronte più caldo è certamente quello che vede protagonista Al Bano Carrisi. Il cantante di Cellino San Marco, da sempre affetto da quella che lui stesso definisce “Sanremite acuta”, ha rotto gli indugi in più sedi, prima con un’intervista al settimanale Oggi e poi dagli studi di Verissimo, dove ha raccontato a Silvia Toffanin il suo disappunto per una serie di esclusioni che vivrebbero come vere e proprie “scorrettezze”. Il suo sfogo non si limita alla mancata selezione tra i Big di quest’anno – per la quale aveva sottoposto a Conti il brano Sempre sempre, ricevendo a suo dire complimenti e frasi come “vedrai la stampa come ne parlerà” prima di essere poi di fatto ignorato al momento della compilazione della lista dei partecipanti – ma si allarga a un dissapore che affonda le radici nel passato recente -2-5-10.
Al Bano e il senso di un’amnesia collettiva: dall’ufficio di Amadeus agli spot Rai
Il racconto di Al Bano, denso di amarezza, ripercorre un filo rosso che lega la gestione di Amadeus a quella di Carlo Conti. L’artista pugliese ha ricordato il patto verbale stretto con Amadeus due anni fa: l’idea di far cantare lui, Gianni Morandi e Massimo Ranieri come ospiti in una serata, con la promessa che l’anno seguente avrebbe potuto presentare la sua canzone. Un patto, questo, che secondo il cantante non è stato mantenuto, con la motivazione, riportata da Amadeus, di “non voler sporcare il successo” del trio dell’anno precedente -2-10. Una spiegazione che Al Bano definisce illogica, considerando il rispetto per gli accordi presi. Il suo stupore, tuttavia, non si ferma alle dinamiche di selezione artistica, ma tocca un tasto forse più popolare e simbolico: la campagna pubblicitaria della Rai che, nelle settimane scorse, ha invaso le piazze italiane con le canzoni simbolo del Festival. Tra i brani scelti per accompagnare gli spot, infatti, non c’era traccia di Felicità, il suo cavallo di battaglia con Romina Power. “Credo di avere contribuito alla storia del Festival”, ha dichiarato il diretto interessato, sottolineando come cancellare con un colpo di spugna decenni di partecipazioni e successi internazionali gli sia parsa una scelta incomprensibile -1-4. Un’assenza, quella dallo spot, che per lui assume i contorni di una rimozione quasi simbolica dalla memoria collettiva della kermesse.
Pucci e il passo indietro tra le polemiche: la solidarietà politica e il “caso” social
Parallelamente alle dichiarazioni del cantante, un’altra bufera ha travolto il pre-Festival, questa volta di natura completamente diversa e con risvolti che hanno varcato i confini del Teatro Ariston per finire dritti nel dibattito politico nazionale. Il comico Andrea Pucci, scelto da Carlo Conti per co-condurre la terza serata, ha ufficializzato la sua rinuncia all’incarico dopo appena poche ore dall’annuncio. Tutto è nato da un post ironico pubblicato dallo stesso Pucci sui suoi profili social: una foto in cui appariva nudo, di spalle, con lo sguardo volto all’orizzonte e la didascalia “Sto arrivando” -1-6. Un’immagine che, lungi dal passare inosservata, ha scatenato una valanga di commenti negativi e insulti, con alcuni utenti che lo hanno accusato di omofobia e razzismo, richiamandosi a vecchie battute del suo repertorio comico. Lo stesso Pucci, nel suo comunicato di addio, ha parlato di “minacce e insulti alla famiglia” che avrebbero alterato il patto fondamentale con il pubblico, costringendolo a fare un passo indietro -1-6. La vicenda ha immediatamente assunto una coloritura politica: la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è intervenuta pubblicamente per esprimere solidarietà al comico, definendo inaccettabile il clima di intimidazione e parlando di una deriva illiberale -1-6. La Rai, dal canto suo, ha espresso rammarico per la perdita di un artista dalla comicità non conformista, mentre il dibattito sull’intolleranza e la libertà di satira ha continuato a infiammare i social network, con monitoraggi che parlano di centinaia di migliaia di post dedicati all’argomento -8.
Morgan e la scelta silenziosa: un supporto tecnico per non oscurare Chiello
Se le storie di Al Bano e Pucci sono segnate dal rumore di fondo della polemica e della rinuncia forzata, ce n’è una terza che si muove su toni più sommessi, seppur con un protagonista, Morgan, che di solito ama far parlare di sé. Il leader dei Bluvertigo era stato annunciato come ospite d’eccezione per il giovane cantante in gara Chiello, nella serata dedicata alle cover, dove avrebbero dovuto duettare su Mi sono innamorato di te di Luigi Tenco. A pochi giorni dal debutto, tuttavia, Morgan ha fatto sapere che non salirà sul palco. La sua scelta, raccontata in un post social, è motivata da una ragione squisitamente artistica: il brano di Tenco è a suo dire talmente intimo da richiedere un’unica voce, un’unica anima -1-3-7. “Supportare un artista significa metterlo in scena e valorizzarlo, non oscurarlo”, ha scritto Morgan, spiegando che la sua presenza fisica avrebbe potuto penalizzare Chiello, creando un confronto impari. Un gesto, questo, che alcuni leggono come una prova di maturità e sensibilità artistica, altri forse come l’ennesima mossa imprevedibile di un musicista dal rapporto altalenante con il Festival, che nel 2020 visse la celebre squalifica con Bugo. Fatto sta che Morgan resterà dietro le quinte, offrendo un contributo tecnico, mentre Chiello sarà accompagnato dal pianista Saverio Cigarini, lasciando che l’attenzione si concentri tutta sulla sua interpretazione -3-7.




