La versione di Chiello sul duetto saltato con Morgan: «Ho deciso io di non portarlo, nessuna polemica sul chi ha lasciato chi»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La dinamica che ha portato alla cancellazione del duetto tra Chiello e Morgan, previsto per la serata delle cover del settantaseiesimo Festival di Sanremo, si è arricchita di una nuova e decisiva versione. Se nei giorni scorsi era stata l’ex frontman dei Bluvertigo, con una nota diffusa tramite i suoi canali social e poi ribadita all’Adnkronos, a motivare il passo indietro con l’intenzione di non risultare “ingombrante” per il collega più giovane, nel pomeriggio di mercoledì 25 febbraio è arrivata la replica del diretto interessato. Durante la conferenza stampa tenutasi al Teatro Ariston, Chiello ha preso la parola per ristabilire quella che, a suo dire, è la reale successione dei fatti, spostando l’asse della narrazione. Il cantante in gara, chiamato a rispondere sulle voci di un presunto ripensamento dell’artista più esperto, ha tagliato corto con una dichiarazione netta e scevra da giri di parole: la scelta di esibirsi da solo, interpretando “Mi sono innamorato di te” di Luigi Tenco, è stata una decisione esclusivamente sua, maturata in sala prove.
L’alchimia artistica che non si è creata e una similitudine irriverente
Il cuore della questione, per Chiello, non risiede in presunte invasioni di campo o in un eccesso di personalità da parte di Morgan, bensì in un elemento assai più sfuggente e imponderabile come la chimica artistica. «Morgan è un grande artista, non ho dubbi su questo», ha tenuto a precisare il giovane cantante davanti ai giornalisti, quasi a voler blindare il suo ragionamento da ogni possibile fraintendimento sulla stima professionale. Il problema, ha spiegato, è emerso durante le prove congiunte: «Abbiamo fatto un po’ di prove e non ci siamo trovati, non si è creata quell’alchimia artistica e quindi ho deciso di non portarlo. E quindi non sarà presente totalmente». Una motivazione che sposta il focus dalla personalità dei singoli alla pura sintonia interpretativa, quella sintonia che, quando manca, rischia di vanificare l’essenza stessa di una collaborazione sul palco. A chi gli faceva notare la discrepanza con quanto affermato in precedenza da Morgan, che parlava di un suo gesto di riguardo nei confronti del collega, Chiello ha risposto con una similitudine volutamente ironica e terrena. Ha paragonato la querelle a quelle tipiche discussioni di coppia in cui ci si accapella su chi abbia preso per primo la decisione di troncare: «Non voglio fare queste polemiche, sembra la fidanzata che dice ti ho lasciato io, no mi hai lasciato tu. Non mi interessa questa cosa. Può dire quello che vuole». Una battuta, la sua, che ha sortito l’effetto di stemperare la tensione in sala stampa, ma che al contempo ha chiuso definitivamente il capitolo delle interpretazioni, rivendicando con forza la paternità della scelta.
Il retroscena tecnico e il nuovo assetto sul palco dell’Ariston
Oltre alla precisazione sulla titolarità della decisione, Chiello ha voluto anche fugare ogni dubbio sull’apporto artistico che caratterizzerà la sua performance nella quarta serata del Festival, in programma per venerdì 27 febbraio. Ha svelato un retroscena fondamentale che ridimensiona ulteriormente il ruolo di Morgan nell’operazione, confinandolo a una dimensione esterna e, a questo punto, non richiesta. L’arrangiamento del brano, ha spiegato, porta infatti le firme di Fausto Cigarini e di Saverio Cigarini. È quest’ultimo, in particolare, ad avere un peso specifico rilevante nel progetto: «Saverio Cigarini è una persona molto importante per me e anche un grande artista», ha dichiarato Chiello, lasciando intendere come il fulcro dell’accompagnamento musicale sia saldamente nelle mani del pianista, che effettivamente salirà sul palco al suo fianco. Una presenza, quella dei Cigarini, che evidentemente preesisteva e che rendeva l’eventuale partecipazione di Morgan un’aggiunta, più che una necessità. La scelta, insomma, appare dettata da una precisa visione del pezzo, un’interpretazione intimista per la quale la voce solista di Chiello e il pianoforte di Saverio Cigarini sono stati giudicati la combinazione ideale, rendendo superflua, se non addirittura controproducente, la sovrapposizione di un’altra voce così riconoscibile.
Due narrazioni a confronto alla vigilia della serata cover
A poche ore dall’inizio della serata dedicata ai duetti e alle rivisitazioni, il confronto a distanza tra i due artisti rimane quindi segnato da versioni che procedono parallele senza toccarsi. Da un lato, la versione di Morgan, affidata ai social e alle agenzie di stampa nei giorni scorsi, dipingeva un quadro di nobile sacrificio: la consapevolezza del proprio peso specifico, unita alla delicatezza del brano di Tenco, che necessita di «un’unica voce, un’unica anima», lo aveva spinto a farsi da parte per non schiacciare il collega, offrendo comunque un contributo tecnico defilato. Dall’altro lato, invece, la cronaca diretta della conferenza stampa di Chiello restituisce l’immagine di un artista che, pur riconoscendo i meriti del suo potenziale partner, ha esercitato fino in fondo le sue prerogative di concorrente, decidendo di non condividere la scena. Quella che poteva sembrare una rottura pilotata per evitare polemiche – e Morgan, con il suo passato festivaliero segnato dall’edizione del 2020 e dalla vicenda con Bugo, ne conosce bene il peso – si è rivelata, stando alle parole del diretto interessato, una questione di feeling mai nato. Resta il fatto che, venerdì sera, Chiello salirà sullo storico palco dell’Ariston con Saverio Cigarini, e l’assenza di Morgan, quale che ne sia la motivazione profonda, finirà per amplificare l’attenzione su un’esibizione che, comunque andrà, sarà già di per sé carica di significato e di aspettative.




