Sanremo, Morgan lascia Chiello: “La mia presenza era troppo ingombrante”
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Redazione Cultura e Spettacolo
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A pochi giorni dal via della settantasettesima edizione del Festival della canzone italiana, ecco il primo colpo di scena, e naturalmente porta la firma di Morgan. L’artista, che avrebbe dovuto affiancare Chiello nella serata delle cover di venerdì 27 febbraio per interpretare Mi sono innamorato di te di Luigi Tenco, non salirà sul palco dell’Ariston. A comunicarlo, con una nota stringata, è stato il suo ufficio stampa: nessuna presenza fisica accanto al giovane cantante in gara, il quale sarà accompagnato invece dal pianista Saverio Cigarini, artefice dell’arrangiamento insieme a Fausto Cigarini, quest’ultimo pronto a dirigere l’orchestra. Una decisione, quella del fronte dei Bluvertigo, che arriva dopo le prime prove e che ha già innescato, com’è prevedibile, un acceso dibattito tra chi si aspettava un ritorno sotto i riflettori del Teatro Ariston e chi, memore del 2020, temeva l’effetto contrario.
“Un passo indietro per non rubargli la scena”, la spiegazione dell’artista
A fugare ogni dubbio circa le ragioni del dietrofront, ci ha pensato direttamente Morgan, intervenuto ai microfoni dell’Adnkronos per spiegare le motivazioni profonde di una scelta che definisce tecnica e artistica. “Aver fatto le prove ha fatto emergere una cosa: la mia presenza era troppo ingombrante e l’effetto risultava controproducente per lui”, ha dichiarato, riferendosi a Chiello, “e invece di supportarlo, rischiava di togliergli lo spazio che merita un giovane in gara”. Il riferimento, chiaro e netto, è alla forza espressiva di un brano iconico come quello di Tenco, un pezzo che, nelle parole dello stesso Morgan, “ha bisogno di un’unica voce, di un’unica anima, di un solo cuore”. Una riflessione, la sua, che lo ha portato a ridimensionare il proprio ruolo, trasformandolo da presenza scenica a contribuito dietro le quinte, un supporto tecnico che, a suo dire, non interferirà con l’esibizione del collega.
L’ombra del 2020 e il confronto con l’interpretazione di Chiello
Non si può parlare di Morgan a Sanremo senza che affiori il fantasma di quella storica edizione del 2020, quando la lite in diretta con Bugo, culminata con il famoso “dov’è Bugo?”, portò alla squalifica del duo. Un precedente ingombrante, questo sì, che ha accompagnato come un’ombra l’annuncio del duetto sin dai primi rumors. Tuttavia, la volontà espressa da Morgan sembra andare in direzione opposta, quasi a voler scongiurare qualsiasi parallelo. “Alcuni repertori non sono neutri, portano con sé un peso specifico”, ha aggiunto, giustificando la propria uscita di scena con l’esigenza di non alterare l’equilibrio di una performance che deve restare intima e personale. Una scelta, quella di Chiello, di misurarsi con un classico della musica italiana, che potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio, ma che ora, senza l’ingombro di una figura carismatica al fianco, assumerà contorni tutti nuovi, affidati alla sua voce e al tocco del pianoforte.
L’arrangiamento firmato Cigarini e il nuovo corso della serata cover
Con il passo indietro di Morgan, la serata delle cover assume dunque una fisionomia inedita. Il testimone musicale passa completamente a Saverio Cigarini, che ha curato l’arrangiamento del brano, e a Fausto Cigarini, chiamato a dirigere l’orchestra per l’occasione. Una soluzione che punta alla sostanza più che alla spettacolarizzazione, concentrando l’attenzione sul giovane interprete e sulla sua capacità di restituire l’essenza di Mi sono innamorato di te. L’assenza fisica del cantautore, lungi dal placare le curiosità, finisce per amplificarle: cosa accadrà realmente sul palco dell’Ariston? Come verrà accolta questa versione solista? Domande che troveranno risposta solo nella notte di venerdì, quando la musica, come sempre, avrà l’ultima parola. Nel frattempo, Carlo Conti, nel presentare gli altri ospiti, ha annunciato anche il ritorno di Bianca Balti, a testimonianza di un Festival che, tra colpi di scena e conferme, continua a tenere banco.




