Chiello e Morgan, il duetto saltato a Sanremo: “Non c’era sintonia, la scelta è stata chiara”
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Redazione Esteri
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L’edizione 2026 del Festival di Sanremo, giunta al suo 76esimo atto, vive da giorni di retroscena e aggiustamenti in corsa, quelli che, come sempre, alimentano il dibattito tra gli addetti ai lavori e non solo. Tra le variazioni sul programma che hanno destato maggiore curiosità, spicca senza dubbio la mancata esibizione congiunta di Chiello e Morgan, prevista per la serata delle cover dedicata ai grandi classici della musica italiana. Se inizialmente, infatti, l’idea di vedere sul palco dell’Ariston il cantante emergente e il tastierista dei Bluvertigo intenti a reinterpretare Mi sono innamorato di te di Luigi Tenco aveva elettrizzato i fan, nelle ultime ore è giunta una rettifica sostanziale, accompagnata da dichiarazioni che hanno cercato di fare luce su un dietrofront tanto netto quanto, per certi versi, prevedibile, considerando i precedenti artistici del diretto interessato -4-9.
La versione ufficiale, veicolata principalmente attraverso i canali social dello stesso Morgan, parlava di una rinuncia dettata da ragioni squisitamente artistiche, quasi sacrali: la volontà di non sovraccaricare un brano dall’intimità così spiccata, lasciando che la scena fosse interamente per Chiello e per il suo rapporto diretto con il pubblico. Una motivazione, questa, che molti hanno accolto con un certo scetticismo, vedendovi più l’ennesima mossa imprevedibile di un artista noto per le sue uscite di scena rocambolesche che una reale e meditata decisione di poetica. A gettare ulteriore luce sulla faccenda, o quantomeno a fornire la prospettiva dell'altro protagonista, ci ha pensato lo stesso Chiello, il quale, in queste ore, ha voluto puntualizzare la dinamica dei fatti, allontanandosi dalla narrazione elegante e dimessa offerta dal collega più anziano -4.
La versione di Chiello: una questione di chimica artistica assente
Il cantante, il cui brano è tra i quindici in gara in questa seconda serata del Festival, ha sostanzialmente ridimensionato la portata della scelta di Morgan, chiarendo che alla base dello strappo non vi era tanto una questione di rispetto filologico per l’opera di Tenco, quanto piuttosto una constatazione pratica e forse anche più umana: con Morgan non c’era sintonia. Una dichiarazione secca, la sua, che sposta l’asse della discussione dal piano estetico a quello dei rapporti interpersonali, spesso complicati in un ambiente competitivo come quello sanremese. L’artista, con poche parole, ha lasciato intendere che il progetto comune non decollava, che la collaborazione non scorreva su binari di reciproca comprensione artistica, rendendo di fatto inevitabile, per chiarezza e onestà intellettuale, procedere su strade separate. Una presa di posizione che suona come una liberazione da un peso, quella di un giovane interprete che rivendica la sua autonomia e la sua visione, magari mal sopportando l’ingombrante presenza scenica e mediatica di un personaggio come Morgan.
Il ritorno (mancato) all’Ariston e i fantasmi del passato
Va detto che l’eventuale duetto avrebbe segnato per Morgan un ritorno tanto atteso quanto carico di tensione sul palcoscenico che fu teatro, nel 2020, della celeberrima e tumultuosa squalifica con Bugo, un episodio che aveva trasformato una serata di musica in un caso di cronaca nazionale -9. L’ipotesi di rivederlo all’Ariston, a distanza di anni, agitava già gli spettri di quella performance, e chissà che proprio la consapevolezza di un’esposizione così delicata non abbia contribuito a rendere l’aria irrespirabile per chi, come Chiello, cercava probabilmente un complice e si è ritrovato un personaggio ingombrante con cui fare i conti. La sostanza, al netto delle dichiarazioni di circostanza, è che Chiello, nella serata di venerdì, salirà sul palco accompagnato dal pianista Saverio Cigarini, colui che ha curato l’arrangiamento del brano -9. Un cambiamento non da poco, che restituisce alla sua performance una dimensione più raccolta e intima, ma che solleva anche interrogativi su come sarebbe realmente stato lavorare fianco a fianco con un musicista dal temperamento vulcanico e imprevedibile quale è Morgan.
Ospiti e look sul palco di Piazza Colombo
Mentre all’Ariston si consumano questi piccoli drammi privati, fuori dal teatro la macchina del Festival continua a macinare spettacolo. Questa sera, sul Suzuki Stage allestito in Piazza Colombo, l’attenzione è tutta per Bresh, il cantautore genovese che, dopo aver partecipato in gara lo scorso anno duettando con Emma nella serata cover, torna sul palcoscenico sanremese in veste di ospite -2-8. Un ruolo diverso, certo, ma non meno esposto, che gli consentirà di proporre la sua musica in uno degli spazi più seguiti del cosiddetto “Fuori Sanremo”. Per l’occasione, Bresh ha scelto un abito distintivo, curato nei dettagli, anche se al momento non sono state fornite indicazioni precise sullo stilista che ha firmato il suo look per questa esibizione serale, prevista nella seconda giornata del Festival. Un piccolo giallo di costume che si aggiunge ai tanti, tra dichiarazioni e look, che punteggiano queste ore frenetiche della kermesse ligure.




