Addio ad Antonello Fassari, il Cesare dei Cesaroni che conquistò con la sua ironia malinconica

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   L’attore Antonello Fassari, volto indimenticabile del burbero Cesare nella serie I Cesaroni, è morto a 72 anni dopo una lunga malattia. La notizia, accolta con dolore dal mondo dello spettacolo, riporta alla memoria un personaggio che, pur non essendo il protagonista, aveva saputo rubare la scena con un’interpretazione perfetta, fatta di sfumature e contraddizioni. Cesare, oste tirchio e sospettoso, era infatti capace di rivelarsi incredibilmente tenero, soprattutto quando si trattava di Pamela e della piccola Matilde, dimostrando come Fassari avesse il dono di rendere umano anche il più caricaturale dei ruoli.

Nato a Roma il 4 ottobre 1952, figlio di un affermato avvocato, Fassari scelse presto di abbandonare la strada tracciata dalla famiglia per seguire la sua vera vocazione: il teatro. Scoperto da Luca Ronconi durante un seminario, debuttò nel 1973 con Una partita a scacchi di Thomas Middleton, iniziando una carriera che lo avrebbe portato a oscillare tra palcoscenico, cinema e televisione. Se il teatro rimase sempre il suo primo amore, fu il piccolo schermo a regalargli la popolarità, prima con il Compagno Antonio negli Avanzi di Serena Dandinimarxista catapultato negli anni Novanta dopo un coma ventennale – e poi, soprattutto, con i Cesaroni, dove la sua interpretazione gli valse un posto nel cuore del pubblico.

Nonostante la comicitia fosse il suo tratto distintivo, Fassari non disdegnò ruoli drammatici, come quelli in Romanzo criminale e Suburra, dimostrando una versatilità spesso sottovalutata. Di recente era apparso in Flaminia, opera prima di Michela Giraud, a testimonianza di una carriera mai spenta. Claudio Amendola, che nella fiction interpretava suo fratello Giulio, lo ha ricordato con un commosso «sarai per sempre mio fratello», riassumendo il legame nato sul set e andato oltre la finzione.

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