Achille Lauro e i “Comuni immortali”: tre nuovi brani, un’ossessione d’amore e gli stadi che aspettano

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   A un anno esatto da “Comuni mortali” – il disco che gli ha regalato il doppio platino, spingendolo verso una popolarità capace di valicare i confini del consenso di massa – Achille Lauro ha deciso di non fermarsi. Non che ci si aspettasse diversamente da un artista che ha costruito la propria immagine sulla capacità di rinascere, di cambiare pelle pur restando fedele a un’ossessione di fondo. Oggi, venerdì 17 aprile, esce “Comuni immortali”, riedizione digitale dell’album precedente, arricchita da tre inediti che portano i titoli di “Comuni immortali” (la title track), “La città degli angeli” e “La via dei guai”. Tre canzoni che l’artista ha voluto presentare attraverso una “listening experience” riservata ai fan, davanti a più di duemila account collegati su Zoom. Una scelta, quella dell’ascolto collettivo a distanza, che dice molto del rapporto quasi tribale che Lauro intrattiene con chi lo segue: niente filtri, niente mediazioni, solo lui e la sua voce che racconta.

Un amore impossibile come i grandi poemi

Nel corso di quella sessione, alla quale abbiamo partecipato, Achille Lauro ha spiegato il cuore pulsante dei nuovi testi con una frase destinata a restare: “Vivo per un amore impossibile. Come nei grandi poemi, dove l’uomo sfida qualunque cosa per rivivere qualcosa di forte”. Nessuna concessione alla leggerezza, dunque. Nei tre brani si ritrova la cifra di un cantautore che non ha mai amato le mezze misure, capace di mescolare il barocco con l’autobiografia più cruda. “La città degli angeli”, ad esempio, profuma di Los Angeles e New York – le due città in cui Lauro ha trascorso gran parte dell’ultimo anno, dopo il trionfo sanremese con “Incoscienti giovani”. Proprio quel Festival, ha ricordato l’artista in collegamento da uno studio di registrazione, è stato “uno spartiacque che ha dato valore anche a tutto il resto della carriera”. Un modo, il suo, per ribadire che senza quel palco forse oggi non avrebbe tre date negli stadi già in gran parte sold-out.

Addio a X Factor e la corsa verso giugno

Non è un dettaglio secondario, in questo periodo di fermento, la decisione di lasciare temporaneamente la poltrona di giudice a ‘X Factor’. Lauro ha annunciato lo stop – un’assenza che molti avevano dato per scontata visti gli impegni – per potersi preparare al meglio agli appuntamenti dal vivo. Tre, per la precisione, tutti previsti a giugno: il 7 allo Stadio Romeo Neri di Rimini, il 10 allo Stadio Olimpico di Roma (già tutto esaurito) e il 15 allo Stadio San Siro di Milano (anch’esso sold-out). Tre serate che porteranno il titolo dello stesso disco, “Comuni immortali”, e che rappresentano la naturale evoluzione del tour nei palazzetti. Lauro, che ha appena avuto la possibilità di “guardarsi dall’esterno” – come lui stesso ha confessato – dedicherà i prossimi mesi a girare il mondo, cercando di scrivere “mantenendo sincerità e spontaneità”. Un proposito nobile, per un artista che ha fatto della performance una seconda pelle.

Dalla riedizione digitale ai progetti già in cantiere

La pubblicazione di oggi, che arriva a un anno esatto dal precedente lavoro, non è soltanto un’operazione commerciale. È piuttosto un modo per tenere alta l’attenzione in attesa degli stadi, ma anche per offrire ai fan qualcosa di davvero nuovo: non semplici inediti buttati lì, ma tre pezzi che dialogano con il passato senza esserne prigionieri. “La via dei guai”, tra i tre, è forse quello che più tradisce l’anima rock che Lauro non ha mai smesso di coltivare, anche nei momenti di maggiore esposizione mainstream. Il cantautore, del resto, non ha mai nascosto la propria ambizione: chiudere un cerchio per aprirne subito un altro. E se l’anno passato tra Los Angeles e New York è servito a metabolizzare il successo, ora si tratta di restituirlo dal vivo, senza rete. Nessuna certezza su ciò che verrà dopo l’estate, se non la promessa – quella sì – di continuare a scrivere senza tradire se stesso.

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