Maserati in caduta libera, la lettera a Elkann e il crollo del 73%
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Redazione Economia
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La crisi che attanaglia Maserati, marchio simbolo dell’automotive italiano, non accenna a placarsi. I numeri del primo trimestre del 2025 parlano di un tracollo senza precedenti: la produzione è crollata del 73%, con appena mille vetture uscite dagli stabilimenti di Mirafiori, Cassino e Modena, che da mesi vivono sulla pelle dei lavoratori l’incertezza di quasi due anni di cassa integrazione. Un dato che, se possibile, peggiora ulteriormente quello già negativo del 2024, quando il calo era stato del 64%.
A Cassino, dove un tempo si assemblava la mitica 126, oggi la situazione è definita «senza precedenti» da Mirko Marsella della Fim Cisl. «Mai visto nulla di simile dal 1972», ha sottolineato, riferendosi ai minimi storici toccati quest’anno: 4.655 unità prodotte, con un ulteriore -45,5% rispetto alle già magre 8.540 del 2024. Un declino che, sebbene Stellantis abbia puntato con decisione sull’elettrico, non sembra trovare freni




