Le borse asiatiche crollano dopo l’annuncio dei dazi di Trump, Hong Kong perde il 12%
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Redazione Esteri
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Le borse asiatiche hanno aperto la settimana in profondo rosso, travolte dall’ondata di panico scatenata dalla decisione degli Stati Uniti di inasprire i dazi sulle importazioni, una mossa che ha riacceso i timori di una guerra commerciale globale e di una possibile recessione. Tokyo, che aveva già bruciato il 9% la scorsa settimana, ha ceduto un altro 6,46%, attestandosi a 31.746 punti dopo aver toccato minimi ancora più bassi in mattinata. Ma è Hong Kong a registrare il tonfo più pesante: l’Hang Seng è precipitato dell’11,83%, trascinando con sé anche Shanghai (-6,84%) e Shenzhen (-8,7%).
La reazione dei mercati è stata violenta soprattutto perché la Cina, dopo la chiusura di venerdì per le festività, ha risposto con dazi speculari, alimentando il rischio di un’escalation senza precedenti. Seul non è riuscita a sottrarsi al tracollo, con il Kospi in calo del 5,06%, mentre Mumbai ha perso il 3%. Anche Sydney ha chiuso in forte ribasso (-5,83%), confermando che l’onda d’urto si è estesa a tutto il continente.
Donald Trump, difendendo la sua linea protezionista, ha paragonato la situazione a una cura necessaria: "A volte servono farmaci per curarsi", ha dichiarato, senza però placare le preoccupazioni degli investitori. Le sue parole, invece di rassicurare, hanno accentuato la volatilità, con il Nikkei che a un certo punto ha toccato -7,4%, prima di una lieve ripresa.




