Oslo, esplosione all’ambasciata Usa: la polizia diffonde la foto del sospetto
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Redazione Esteri
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Un boato che ha riecheggiato nel cuore del quartiere diplomatico, l’Morgedalsvegen, e che ha riportato la Norvegia a fare i conti con la paura del terrorismo, un fantasma che non si aggirava per le strade di Oslo con questa intensità dai tempi della strage di Utoya. Nella notte tra sabato 7 e domenica 8 marzo, un ordigno artigianale è stato fatto esplodere proprio davanti all’ingresso dell’ambasciata degli Stati Uniti, un atto che ha provocato danni materiali circoscritti, per fortuna senza conseguenze per l’incolumità delle persone, ma che ha immediatamente fatto scattare l’allarme al massimo livello tra le forze di sicurezza locali e internazionali. Le indagini, condotte con il supporto di cani molecolari, droni e velivoli ad ala rotante per setacciare ogni centimetro della scena del crimine, si sono subito orientate su molteplici direttrici, senza escludere alcuna pista, nemmeno quella più temuta di un’azione terroristica.
Nelle ultime ore, gli inquirenti hanno compiuto un passo significativo nella caccia all’uomo, diramando due fotogrammi, seppur fortemente pixelati, estratti dai circuiti di videosorveglianza della zona. Le immagini, pubblicate dalla polizia norvegese, ritraggono un individuo con il volto abilmente celato, probabilmente da un cappuccio, e il capo chino nel tentativo di eludere la piena identificazione delle telecamere. Indossa abiti scuri e, particolare che ha attirato l’attenzione degli investigatori, porta con sé uno zaino: sarebbe stato lui, secondo la ricostruzione fornita dalle autorità in un comunicato ufficiale, a collocare l’ordigno improvvisato (IED) davanti all’edificio che ospita la sezione consolare della rappresentanza diplomatica americana. La sfocatura dei frame, come hanno tenuto a precisare gli stessi agenti, non consente al momento di risalire con certezza alle fattezze del sospetto, e nessun fermo è stato ancora eseguito, mentre l’appello alla popolazione affinché fornisca elementi utili resta aperto.
L’ipotesi terroristica e il contesto internazionale
Frode Larsen, a capo dell’unità congiunta che riunisce investigazione e intelligence, ha confermato che una delle ipotesi al vaglio è proprio quella di un attentato a matrice terroristica, sebbene con la cautela del caso gli inquirenti non si siano ancora sbilanciati su una certezza assoluta. “Non possiamo escluderlo”, ha dichiarato Larsen, sottolineando come il lavoro degli esperti forensi si stia concentrando sull’analisi dei frammenti dell’esplosivo e sulle modalità dell’attacco per risalire agli esecutori. La delicatezza della situazione è amplificata dallo scenario di guerra in Medio Oriente, con gli Stati Uniti e Israele impegnati in un’offensiva militare contro l’Iran che ha già causato una recrudescenza della tensione a livello globale e messo in allerta le ambasciate americane in tutta l’area. Un elemento che gli investigatori norvegesi stanno valutando con attenzione è la possibile connessione con questo conflitto, soprattutto dopo che i media locali hanno riferito della pubblicazione, e della successiva rimozione, di un video sulla pagina Google Maps dell’ambasciata proprio intorno all’ora dello scoppio. Il filmato, secondo quanto ricostruito, ritraeva l’ayatollah Ali Khamenei, la guida suprema iraniana uccisa nel corso dei raid congiunti di fine febbraio a Teheran.
Dettagli materiali e reazioni delle autorità
L’esplosione, avvenuta intorno all’una di notte, ha squarciato il silenzio della capitale scandinava, provocando il panico tra i pochi residenti svegli e lasciando segni evidenti sulla struttura diplomatica. Le fotografie diffuse dai social media mostrano i vetri della porta d’ingresso in frantumi sulla neve, crepe profonde nel cristallo e vistose macchie scure sul pavimento piastrellato, conseguenza diretta della deflagrazione. Nonostante la violenza dello scoppio, l’impatto è stato limitato all’ingresso, tanto che i danni materiali sono stati definiti di lieve entità dalle stesse forze dell’ordine. La reazione del governo norvegese non si è fatta attendere: il ministro degli Esteri Espen Barth Eide ha definito l’accaduto “inaccettabile”, ribadendo con forza come la sicurezza delle missioni diplomatiche rappresenti una priorità assoluta per il paese. Anche un portavoce del Dipartimento di Stato americano ha confermato che gli Stati Uniti stanno collaborando a stretto contatto con le controparti norvegesi nel corso delle indagini.
Le indagini e la ricerca del responsabile
La polizia di Oslo ha dichiarato che le ricerche del colpevole, o degli eventuali complici, procedono senza sosta e con la massima priorità. I cani addestrati, insieme a droni e un elicottero, hanno sorvolato e battuto la zona nelle ore immediatamente successive all’attentato, mentre gli agenti hanno esaminato palmo a palmo l’area per raccogliere ogni possibile traccia. L’appello alla collaborazione dei cittadini è stato esteso a chiunque abbia notato movimenti sospetti tra la mezzanotte e le due di notte, la finestra temporale in cui si presume sia stato messo a punto e innescato l’attentato. Gli inquirenti, pur mantenendo il massimo riserbo sugli sviluppi, continuano a seguire tutte le piste, incluso il collegamento con la video pubblicata online, sebbene abbiano evitato di commentare ulteriori dettagli sulle verifiche in corso relative a quel contenuto digitale.




