La guerra dei dazi, prove di dialogo Usa-Cina
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Redazione Economia
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Donald Trump ha aperto uno spiraglio nella disputa commerciale con Pechino, annunciando la disponibilità a ridurre i dazi imposti sulle importazioni cinesi, che in alcuni casi superano il 100%. Una mossa che, sebbene ancora priva di dettagli concreti, segna un’inversione di rotta rispetto alla retorica aggressiva degli ultimi mesi. La Cina, da parte sua, ha fatto sapere di essere pronta al dialogo, pur senza rinunciare alla propria linea difensiva.
Il presidente americano, dopo aver evitato di licenziare Jerome Powell – scelta che aveva alimentato tensioni nei mercati – sembra voler stemperare le polemiche anche sul fronte estero. Le sue parole, però, si scontrano con le smentite di alcuni collaboratori, come Bessent, che hanno negato l’esistenza di negoziati imminenti. Un altalenare di dichiarazioni che ha tenuto in fibrillazione le borse, pronte a reagire a ogni benché minimo cenno di distensione.
Intanto, Trump ha accennato a incontri bilaterali durante i funerali del Papa, senza però rivelare i nomi degli interlocutori. «Sarà una cerimonia bellissima», ha commentato, lasciando intendere che la delegazione americana potrebbe includere personalità di rilievo. Tra queste, non è escluso Elon Musk, verso cui il presidente ha espresso pubblica ammirazione: «Mi piacerebbe tenerlo a lungo nel governo».




