Schiavi d’Abruzzo sepolta dalla neve, oltre un metro di accumulo: attivato il centro operativo comunale
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Redazione Interno
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Nel cuore dell’Alto Vastese, dove l’Appennino si fa più aspro e i piccoli borghi resistono all’inverno con la loro consueta ostinazione, la natura ha deciso di dettare legge con una violenza che, a tratti, ha dell’incredibile. A Schiavi d’Abruzzo, comune montano che conta poche centinaia di anime, la neve ha superato la soglia simbolica del metro, arrivando a sfiorare i 110 centimetri in alcune zone del centro abitato. Un accumulo che non si vedeva da anni, capace di imbiancare ogni cosa – tetti, strade, le strette viuzze che si arrampicano verso la parte alta del paese – e di restituire un quadro quasi irreale, confermato dalle immagini che arrivano dal territorio.
Il sindaco, Luciano Piluso, dopo aver constatato di persona la portata della bufera, ha firmato l’ordinanza per l’attivazione del Centro Operativo Comunale, il Coc, la struttura che, di fatto, coordina le risorse di protezione civile a livello locale. Una decisione, la sua, maturata nel corso della notte, quando la neve ha iniziato a cadere con un’intensità tale da mettere in crisi i mezzi spartineve e da rendere percorribili solo le arterie principali. Il Coc, che rappresenta il primo livello di risposta organizzata alle emergenze, dovrà ora gestire le criticità legate alla viabilità e al disbrigo di quei servizi essenziali – dalla consegna dei farmaci alla verifica delle utenze – che in contesti come questo possono rapidamente trasformarsi in emergenze sociali.
Se il centro storico di Schiavi appare sotto una coltre immacolata che attutisce ogni rumore, a valle la situazione assume toni decisamente più drammatici, soprattutto per il settore primario. La provincia di Chieti, in particolare il territorio teatino, si trova infatti a fare i conti con un maltempo che non si limita alla neve. Le piogge incessanti delle ultime ore hanno trasformato i campi in distese fangose e allagate; l’acqua, che non trova più modo di defluire a causa del terreno ormai saturo, ha creato pozzanghere immense in grado di compromettere le colture invernali. A lanciare l’allarme è la Cia Chieti-Pescara, che parla di un comparto agricolo a rischio collasso, messo in ginocchio da una combinazione letale di gelate improvvise, nevicate fuori stagione e ristagni idrici.
La situazione, del resto, è stata ampiamente prevista dagli esperti, con la Protezione Civile che ha diramato un’allerta rossa per il settore, a testimonianza di un evento considerato eccezionale non solo per l’intensità ma anche per l’estensione. Le nevicate non accennano a diminuire: nelle previsioni meteo per l’Appennino abruzzese si stima un’ulteriore accumulo che, in alcune località montane, potrebbe superare nuovamente il metro nei prossimi due giorni. Un trend che conferma la persistenza della massa d’aria fredda, bloccata sull’Italia centrale e capace di imbiancare persino a quote relativamente basse per il periodo.
A conferma di questa ondata anomala, le immagini provenienti da Pescocostanzo, nella provincia dell’Aquila, situato a circa 1400 metri di altitudine, mostrano un paesaggio da manuale, investito da una vera e propria bufera. In quelle zone, il vento che spazza l’altopiano solleva la neve fresca, creando accumuli irregolari e rendendo difficoltosa la circolazione anche per i mezzi più attrezzati. La fotografia che ne emerge è quella di un Abruzzo spaccato in due: da un lato i centri montani, in questo momento isolati da un’atmosfera quasi fiabesca ma di fatto ostaggio del gelo, dall’altro le aree collinari e di fondovalle, dove l’acqua e il fango rischiano di causare danni ingenti a un’economia agricola già provata dalle avversità climatiche degli ultimi mesi.
La macchina dei soccorsi e le difficoltà nei piccoli comuni
In contesti come quello di Schiavi d’Abruzzo, dove l’urbanizzazione si sviluppa su pendii ripidi e la viabilità secondaria è spesso tortuosa, l’attivazione del Centro Operativo Comunale diventa un atto dovuto più che una semplice precauzione. La struttura, che opera sotto la diretta regia del primo cittadino, ha il compito di ottimizzare l’impiego dei mezzi spazzaneve e degli spargisale, limitati in numero ma fondamentali per garantire un collegamento con gli ospedali e con i capoluoghi di area vasta. L’intervento del Coc, in questo frangente, non si limita alla sola pulizia delle strade ma si estende al monitoraggio delle situazioni di fragilità abitativa, con particolare attenzione agli anziani e alle persone con disabilità che, in giornate come queste, rischierebbero di rimanere completamente isolate.
L’impatto sul settore agricolo tra gelate e terreni allagati
Se sulle vette domina il bianco, lungo la fascia costiera e nelle valli del Chietino domina invece il marrone del fango. Le colture orticole e i seminativi, molti dei quali già in fase di preparazione per le semine primaverili, si trovano a dover fronteggiare un doppio stress: l’asfissia radicale causata dall’acqua in eccesso e il rischio di bruciature dovute al gelo notturno. Le organizzazioni agricole locali hanno segnalato una situazione di crescente difficoltà, con gli imprenditori che contano i danni mentre attendono una tregua che, dalle ultime previsioni, potrebbe ancora tardare ad arrivare. I ristagni, in particolare, stanno interessando anche i terreni destinati alla cerealicoltura, compromettendo in alcuni casi già la resa futura del raccolto.
La persistenza del maltempo e le previsioni per l’Appennino
L’attenzione resta alta anche sull’evoluzione del quadro meteorologico, con il fronte perturbato che continua a insistere sul Centro-Sud. L’Appennino abruzzese, come dimostra l’esempio di Pescocostanzo, è destinato a ricevere ulteriori accumuli significativi, con il termometro destinato a rimanere sotto lo zero anche nelle ore diurne. Per le prossime ore, gli esperti prevedono un’intensificazione dei fenomeni, con nevicate che torneranno a interessare anche i valichi e le aree interne di media quota. Una situazione che impone di mantenere alto il livello di attenzione, in particolare sulla viabilità statale e provinciale, dove le pattuglie della polizia stradale e gli uomini dell’Anas sono già al lavoro da ore per evitare il blocco totale dei transiti.




