Borse 30 settembre, inflazione e petrolio frenano l’Europa mentre il Nasdaq riparte

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le borse del 30 settembre hanno chiuso una seduta contrastata, con i listini europei penalizzati dai timori legati all’inflazione e Wall Street sostenuta dal recupero del Nasdaq. A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato la giornata in calo dello 0,84% a 51.371 punti, mentre il mercato americano ha trovato slancio soprattutto grazie ai titoli tecnologici. La giornata è stata condizionata anche dalla nuova forza del petrolio e dall’aumento della pressione sui mercati obbligazionari.

Inflazione e petrolio condizionano i mercati europei

La prudenza degli investitori europei è stata alimentata dal ritorno delle preoccupazioni sui prezzi, con l’energia tra i principali elementi di tensione. Il rally del petrolio ha riportato il greggio verso la soglia dei 100 dollari al barile, aumentando l’attenzione sulle possibili conseguenze per l’inflazione e sui rendimenti dei titoli di Stato. Lo Stoxx Europe 600 ha terminato la seduta in ribasso dello 0,5%, mentre nel mese di settembre ha registrato una perdita del 2,5%.

La debolezza ha coinvolto le principali piazze finanziarie del continente. Londra ha chiuso con una flessione dello 0,29%, Parigi dello 0,8%, Francoforte dello 0,79% e Milano dello 0,84%. L’aumento dei rendimenti obbligazionari e la crescita dei costi energetici sono stati indicati tra i fattori che hanno caratterizzato un mese difficile per i mercati azionari europei, dopo che marzo era stato l’ultimo periodo con un andamento mensile negativo complessivo.

Piazza Affari, banche deboli e movimento sui singoli titoli

A Milano la seduta ha visto una forte selettività tra i titoli quotati. Tra le società più penalizzate è finita Tim, che ha lasciato sul terreno il 2,58%, mentre il comparto bancario ha risentito del clima generale di cautela. In controtendenza si è mossa Technoprobe, protagonista di un nuovo rialzo del 2,7% dopo la buona performance registrata nelle ultime settimane.

Nel segmento delle società a maggiore capitalizzazione hanno invece mostrato un andamento positivo Banca Mediolanum e FinecoBank. Sul mercato MidCap è arrivata una forte pressione su Juventus FC, con il titolo in calo dell’8,85% dopo la diffusione del bilancio relativo alla stagione 2025/2026 e le notizie sull’aumento di capitale.

Il Nasdaq prova il recupero grazie alla tecnologia

Negli Stati Uniti la seduta ha avuto un andamento differente rispetto all’Europa, con il Nasdaq sostenuto dalle società tecnologiche. Il comparto ha beneficiato anche dell’attenzione degli investitori verso il settore dell’intelligenza artificiale dopo l’incontro alla Casa Bianca tra Donald Trump e i vertici delle principali aziende impegnate nello sviluppo dell’AI.

Il movimento positivo del Nasdaq si è inserito in un contesto ancora caratterizzato dalla pressione dei rendimenti dei Treasury. L’aumento dei tassi di mercato ha continuato a rappresentare un elemento di attenzione per gli operatori, mentre i titoli tecnologici hanno mantenuto maggiore capacità di attrarre acquisti rispetto ad altri comparti.

La giornata ha confermato una fase di mercato in cui gli investitori stanno valutando contemporaneamente il percorso dell’inflazione, il costo dell’energia e le prospettive delle aziende legate all’innovazione tecnologica. Il petrolio Light Sweet Crude Oil ha segnato un rialzo del 2,06%, mentre lo spread italiano ha raggiunto quota 102 punti base con il rendimento del Btp decennale al 4,60%.

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