Femminicidio di Tania Terrin, la famiglia chiede gli atti sulla denuncia
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Redazione Interno
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Il femminicidio di Tania Terrin ha portato la famiglia della 39enne uccisa a Camponogara a chiedere l’accesso agli atti della denuncia presentata contro Dino Keber, l’ex compagno accusato di averla strangolata nella sua abitazione prima di togliersi la vita nel suo appartamento di Dolo. La domanda della madre Mariella Forner ruota attorno a un interrogativo preciso: Tania Terrin poteva essere salvata? Attraverso l’avvocato Massimo Pavan, i familiari hanno chiesto di poter esaminare il fascicolo relativo alla denuncia, compilato all’epoca dalla pm Monica Guzzardi, per ricostruire il percorso seguito dopo le segnalazioni e capire se fosse possibile fare qualcosa di più per proteggerla.
La richiesta della famiglia dopo la morte di Tania Terrin
La morte di Tania Terrin è avvenuta nella serata di domenica 16 agosto, quando il corpo della donna è stato trovato senza vita all’interno della sua casa di Camponogara, in provincia di Venezia. La denuncia presentata nei confronti di Dino Keber aveva fatto scattare la procedura del codice rosso, ma il percorso si era concluso con un ammonimento del questore. Ora la famiglia vuole conoscere il contenuto degli atti e gli elementi raccolti durante quella fase, con l’obiettivo di rispondere alla domanda sulle eventuali possibilità di intervento prima del femminicidio.
Il caso ha riportato al centro dell’attenzione il tema delle violenze da parte degli ex compagni e delle misure adottate quando vengono presentate denunce o segnalazioni. La madre di Tania Terrin, intervenendo nella prima puntata di “Ore 11” di Milo Infante su Rete 4, ha rivolto un messaggio alle donne che subiscono minacce dagli ex mariti o dagli ex fidanzati. Le sue parole sono state legate alla necessità di trovare una protezione concreta, anche attraverso scelte difficili come allontanarsi dalla propria vita quotidiana.
Le parole della madre e il dibattito sulla protezione dalle violenze
Mariella Forner ha dichiarato che alle donne minacciate dovrebbe essere detto di essere pronte a cambiare completamente la propria situazione, lasciando lavoro, affetti e abitudini per nascondersi, perché secondo la sua esperienza questa sarebbe l’unica possibilità per salvarsi. Il suo intervento è arrivato dopo l’uccisione della figlia Tania Terrin e dopo la ricostruzione degli eventi che hanno preceduto il delitto compiuto da Dino Keber. La richiesta della famiglia di accedere agli atti nasce quindi dalla volontà di comprendere cosa sia accaduto prima della tragedia.
Nel corso della trasmissione, Milo Infante ha affrontato il tema della pericolosità di alcune situazioni di violenza già segnalate, intervenendo sul caso di Tania Terrin e sul provvedimento di ammonimento emesso dopo le precedenti querele. Il conduttore ha richiamato l’attenzione sulla necessità di riconoscere i segnali di rischio, arrivando a proporre l’idea di un “cartello per i cani” anche per indicare uomini considerati pericolosi. Il riferimento è stato utilizzato durante il dibattito televisivo per discutere delle difficoltà nel prevenire episodi di violenza.
Il fascicolo sulla denuncia e la domanda che resta aperta
La richiesta di accesso agli atti presentata dai familiari di Tania Terrin riguarda quindi il fascicolo nato dalla denuncia che aveva attivato la procedura del codice rosso. La famiglia cerca elementi utili per ricostruire le decisioni prese dopo quella segnalazione e per comprendere se il percorso seguito avrebbe potuto prevedere ulteriori interventi. L’attenzione resta concentrata sui documenti raccolti durante la fase precedente al femminicidio e sulle circostanze che hanno preceduto la morte della 39enne.
Il femminicidio di Tania Terrin, avvenuto a Camponogara per mano dell’ex compagno Dino Keber, continua così a essere al centro di una richiesta di chiarimento da parte dei familiari. L’accesso al fascicolo della denuncia rappresenta il passaggio scelto dalla madre e dai parenti per ottenere una ricostruzione degli atti compiuti prima della tragedia. La domanda alla quale cercano una risposta riguarda la possibilità di un intervento diverso e ciò che emerge dalle informazioni raccolte nella documentazione ufficiale.
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