Il giudice sportivo squalifica Allegri e Nico Paz, il Como perde il suo talento contro la Juventus
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Redazione Sport
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La notte di San Siro, quella del recupero tra Milan e Como, ha lasciato strascichi pesanti sui rispettivi impegni futuri, e il bollettino emesso dal giudice sportivo, consultabile nel comunicato ufficiale, non ha fatto sconti a nessuno. Se l’1-1 finale aveva già lasciato l’amaro in bocca ai rossoneri, la giornata di oggi ha ufficializzato ciò che ieri sera era solo nell’aria, e cioè che Massimiliano Allegri dovrà seguire la prossima sfida di campionato – quella contro il Parma – dalla tribuna, costretto a osservare il suo Milan da lontano -1. La motivazione, asciutta e lapidaria come da prassi, parla di un’uscita dall’area tecnica per andare a discutere con un dirigente avversario, un’azione che è costata cara al tecnico livornese, reo di aver difeso con veemenza il suo calciatore Saelemaekers dopo la trattenuta di Cesc Fabregas -2. E non si tratta solo dell’allenatore, perché la squadra lariana, oltre a vedere squalificato per una giornata il proprio team manager Davide Cattaneo e un collaboratore tecnico, Diego Perez Castillo, deve fare i conti con una tegola ben più pesante in ottica offensiva -4.
Il Giudice Sportivo, analizzando i referti arbitrali e la dinamica dei fatti, ha infatti comminato un turno di stop anche al giovane fantasista del Como, Nico Paz, che salterà così la trasferta di Torino contro la Juventus -4. Una mazzata per Cesc Fabregas, che si vede privato del suo uomo più brillante, del trequartista che fino a questo momento ha acceso la manovra e garantito spunti imprevedibili. Il cartellino giallo rimediato nella ripresa, come si legge nei verbali, è scattato per un fallo su un avversario, ma il vero problema – come specificano le cronache – è che l’argentino era diffidato, e quel giallo è diventato così il quinto, trasformandosi in una squalifica automatica che lo costringerà a guardare i compagni dalla tribuna dell’Allianz Stadium -9. Una beffa atroce per un giocatore che stava dimostrando tutto il suo valore, e che ora lascia un vuoto tattico non indifferente proprio nella partita più complessa del calendario.
Ma se la squalifica di Nico Paz è una questione squisitamente tecnica e numerica, quella di Allegri si inserisce in un contesto più ampio, in quel clima di tensione che ha avvolto il dopopartita come una cappa. Perché l’espulsione del tecnico rossonero, arrivata al 34esimo del secondo tempo, non è stata un fulmine a ciel sereno, ma il culmine di una serie di scintille che hanno preso vita a bordo campo. L’episodio scatenante, lo ricordiamo, è stata la reazione di Fabregas che, dalla panchina, ha trattenuto per la maglia Alexis Saelemaekers, un gesto antisportivo che ha mandato su tutte le furie la panchina del Milan -3. Allegri, uscito dagli schemi per difendere il suo giocatore, si è ritrovato nel mezzo di un parapiglia con lo staff del Como, e l’arbitro Mariani, forse per sedare gli animi, ha deciso di estrarre il rosso solo nei confronti del livornese e del membro dello spagnolo, lasciando inspiegabilmente impunito proprio l’ex calciatore del Barcellona -6. Una decisione che, a posteriori, appare quantomeno discutibile, se si considera che Fabregas ha poi ammesso la sua colpa nelle interviste post-gara, scusandosi pubblicamente per un gesto che lui stesso ha definito di cui non andare fiero.




