Vertenza Electrolux, il governo chiede un nuovo piano all’azienda
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Redazione Economia
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La vertenza Electrolux torna al centro del confronto istituzionale con il governo che definisce inaccettabile la posizione dell’azienda e chiede una proposta diversa. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha indicato la necessità di affrontare il confronto con determinazione e trasparenza per arrivare a un piano sostenibile sul piano sociale e occupazionale.
Il confronto al Mimit e le richieste sul futuro degli stabilimenti
La discussione riparte al Ministero delle Imprese e del Made in Italy dopo la presentazione del nuovo piano industriale da parte della società, giudicato non adeguato dalle organizzazioni sindacali. Massimiliano Nobis della Fim ha spiegato che il progetto non contiene gli interventi strutturali ritenuti necessari per garantire il futuro e la competitività dei siti italiani. Barbara Tibaldi della Fiom ha invece parlato di uno spostamento delle produzioni verso altre aree del mondo, con una conseguente riduzione del carico produttivo negli stabilimenti nazionali.
Il calendario della mobilitazione prevede un nuovo passaggio di confronto dopo la convocazione del tavolo da parte del governo. La riunione arriva in una fase segnata dalla contestazione dei lavoratori, che chiedono modifiche sostanziali al piano presentato dall’azienda. Le rappresentanze dei dipendenti sostengono che la proposta non risponda alle esigenze industriali dei territori coinvolti e chiedono misure capaci di tutelare occupazione e attività produttive.
Le reazioni dagli stabilimenti italiani coinvolti
A Solaro, in provincia di Monza Brianza, l’assemblea dei lavoratori ha respinto il piano rivisto e ha deciso di avviare iniziative di protesta. La contestazione riguarda la conferma dei licenziamenti e l’aumento dei ritmi sulle linee produttive, ritenuti non compatibili con le condizioni richieste dai lavoratori. La mobilitazione porterà anche a uno sciopero nei siti produttivi e a una manifestazione nazionale a Cerreto d’Esi, in provincia di Ancona.
Il confronto riguarda anche lo stabilimento forlivese, dove il tavolo convocato in Comune ha espresso una valutazione negativa sulla nuova proposta aziendale. Giovanni Paglia, assessore regionale al Lavoro, ha dichiarato che dopo gli incontri tecnici del 3 e 4 settembre la situazione appare ferma e senza progressi rispetto alle richieste avanzate. Nel sito restano gli esuberi indicati nel piano, mentre vengono contestati i maggiori carichi sulle attività quotidiane.
Le prossime tappe della vertenza
La mobilitazione dei lavoratori rappresenta il prossimo passaggio del confronto tra azienda, istituzioni e sindacati. L’obiettivo indicato dal governo è arrivare a una soluzione diversa da quella attuale, con un equilibrio tra sostenibilità industriale e tutela dei posti di lavoro. Il confronto istituzionale dovrà misurarsi con le richieste avanzate dai rappresentanti dei lavoratori e con le valutazioni emerse nei diversi stabilimenti interessati.
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