La ragazza di Biella ustionata a Crans-Montana è tornata in Italia: Elsa sorride e stringe un palloncino

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   È atterrato nel primo pomeriggio all’ospedale Cto di Torino l’elicottero partito da Zurigo con a bordo Elsa, la quindicenne biellese che nella notte di Capodanno era rimasta gravemente ustionata nell’incendio del locale “Le Constellation” a Crans-Montana, e il trasferimento, reso possibile dopo quasi due mesi di ricovero in Svizzera, segna una tappa fondamentale nel lungo percorso di cure della ragazza, la quale, come hanno riferito i sanitari appena dopo l’arrivo, è scesa dal velivolo sorridendo, con in mano un palloncino e accompagnata dalla madre. La giovane, che aveva riportato ustioni di secondo e terzo grado su circa il sessanta per cento del Corpo, era stata tenuta in coma farmacologico per ventidue giorni nell’ospedale universitario di Zurigo, dove era stata sottoposta a diversi interventi chirurgici, alcuni dei quali considerati di vitale importanza dai medici che l’avevano in cura; soltanto nelle ultime settimane, dopo il risveglio e una serie di valutazioni cliniche, le sue condizioni erano state giudicate sufficientemente stabili da permettere il rimpatrio.

Il sorriso di Elsa e le parole della mamma all’arrivo al Cto

Ad accoglierla al centro grandi ustionati del Cto, dove è stata ricoverata nel reparto di terapia subintensiva, c’era il direttore della struttura Massimo Navissano, il quale ha spiegato ai cronisti che la ragazza ha superato la fase iniziale più acuta e che già dall’inizio della settimana respira in modo del tutto autonomo, un aspetto, quest’ultimo, che ha consentito di organizzare il trasferimento con la Protezione civile e di procedere al volo della durata di circa novanta minuti; Navissano ha inoltre sottolineato come la paziente fosse cosciente e reattiva, tanto che “siamo riusciti a farla sorridere”, una circostanza che lascia ben sperare per il prosieguo delle terapie, sebbene la strada verso la guarigione si preannunci ancora molto lunga e complessa. Isabella Donatelli, la madre della quindicenne, visibilmente sollevata ma allo stesso tempo consapevole delle difficoltà che attendono la figlia, ha raccontato ai microfoni delle agenzie di stampa che Elsa “è contenta, è arrivata felice col suo palloncino”, e ha aggiunto che per la ragazza tornare in Italia significava soprattutto poter rivedere gli amici, avere la loro vicinanza e, non meno importante, riprendere il percorso scolastico interrotto, un pensiero, quello della scuola e della sua classe, che l’aveva molto angosciata durante i lunghi giorni di lontananza.

Un’operazione coordinata e un percorso di cure ancora lungo

Il trasferimento, voluto e sostenuto dalla Regione Piemonte con il coinvolgimento diretto del presidente Alberto Cirio e dell’assessorato alla Sanità, è stato gestito in tutte le sue fasi dalla Protezione civile, la quale ha predisposto il rientro in elicottero dall’ospedale svizzero; Lorenzo Angelone, direttore sanitario dell’Azienda ospedaliera universitaria Città della salute e della Scienza di Torino, ha confermato che Elsa è stata accolta come una paziente che necessita ancora di cure prolungate nel tempo, e ha ringraziato quanti hanno collaborato per mantenere alti i livelli di assistenza sanitaria sul territorio piemontese. Le ustioni riportate dalla ragazza, che nelle scorse settimane l’avevano costretta a subire più interventi chirurgici anche all’intestino a causa delle complicanze insorte, richiederanno ora un’assistenza costante e riabilitativa, ma la possibilità di essere seguita in una struttura vicina a casa e in un contesto linguistico familiare rappresenta senza dubbio un elemento che i medici ritengono favorevole per il suo recupero psicofisico, così come la possibilità per la madre di rimanerle accanto in camera durante la degenza.

La volontà di ricominciare: amici e scuola nel futuro prossimo di Elsa

Mentre al Cto di Torino i medici si preparano a prendere in carico la giovane paziente per la prosecuzione del programma terapeutico, le parole pronunciate dalla madre all’indomani dell’atterraggio restituiscono l’immagine di una ragazza che, nonostante l’inferno vissuto quella notte di Capodanno e le sofferenze fisiche patite in questi due mesi, guarda con determinazione al domani: il fatto di poter avere accanto i compagni di classe, di poterli ricevere in visita e di immaginare un ritorno tra i banchi di scuola sono per lei motivazioni importanti per affrontare le prossime difficili fasi della convalescenza. La comunità biellese, che in queste settimane aveva seguito con apprensione l’evolversi della situazione, attende ora di poter dare il proprio sostegno alla ragazza e alla sua famiglia, in attesa che Elsa possa davvero stringere di nuovo quei legami affettivi e sociali che la lontananza aveva interrotto.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.