Uragano Melissa, bilancio drammatico nei Caraibi: vittime in Giamaica e Haiti

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Le autorità giamaicane, confermando quanto accaduto il 29 ottobre, hanno reso noto il ritrovamento di quattro vittime a St. Elizabeth, dove i corpi sono stati trascinati via dalla furia delle inondazioni. Le immagini riprese dai droni, che mostrano una scena di desolante devastazione con alberi sradicati e case ridotte a cumuli di macerie, offrono una testimonianza cruda della potenza dell'evento atmosferico. Melissa, che inizialmente aveva toccato l'isola come uragano di categoria 5 con venti abbattutisi a 298 chilometri orari, è stato successivamente declassato a categoria 2, un dettaglio tecnico che poco cambia di fronte all'entità dei danni subiti dalla popolazione.

La tragedia si sposta su Haiti

Dopo aver colpito la Giamaica e Cuba, la traiettoria dell'uragano si è diretta verso Haiti, dove il bilancio delle vittime ha assunto contorni ancor più tragici. Nella città costiera di Petit-Goave, l'esondazione del fiume Digue ha causato la maggior parte delle vittime e dei dispersi, seppellendo sotto acqua, fango e detriti numerose abitazioni. Il conteggio dei danni, reso estremamente complesso dal crollo di infrastrutture vitali e dalla distruzione di strade, procede a fatica in un Paese che, come Haiti, parte già svantaggiato da una condizione di significativo sottosviluppo rispetto alle altre nazioni caraibiche.

Il racconto di un italiano sull'isola

Tra le persone coinvolte nella crisi in Giamaica c'è anche l'aquilano Andrea Tresca, un tour operator che sull'isola vive e lavora. Un iniziale silenzio, fonte di grande apprensione per i suoi conoscenti, è stato infine rotto da sue dirette comunicazioni attraverso i social network. "Stiamo bene, ma è davvero durissima", ha scritto Tresca nella serata di mercoledì 29 ottobre, offrendo una personale, seppur laconica, conferma della gravità della situazione che sta affrontando la popolazione locale.

Il passaggio sulle Bahamas

L'uragano Melissa, dopo aver seminato distruzione nei territori già menzionati, ha proseguito la sua corsa interessando anche l'arcipelago delle Bahamas. Anche lì, sebbene in misura diversa, ha portato con sé il suo corredo di piogge torrenziali, di venti fortissimi e di pericolose mareggiate, aggiungendo un ulteriore tassello a un evento meteorologico che ha segnato profondamente l'intera regione. Le conseguenze, che si misurano in vite umane spezzate e in un patrimonio abitativo cancellato, delineano un quadro di emergenza destinato a perdurare a lungo.

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