Tajani sull’Ucraina: “L’attacco russo al confine polacco è una provocazione”
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Redazione Esteri
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Antonio Tajani ha definito l’attacco russo al confine con la Polonia una provocazione e un segnale rivolto ai Paesi che sostengono l’Ucraina. Il vicepremier e ministro degli Esteri ha spiegato che Mosca, secondo la sua interpretazione, cerca di mettere in guardia l’Occidente dall’aumento degli aiuti a Kiev, invitando però a mantenere una posizione ferma accompagnata dalla capacità di dialogo.
Tajani ha ribadito che l’Europa dovrà avere un ruolo centrale nei colloqui per arrivare alla pace e nelle garanzie di sicurezza per l’Ucraina e per il continente. Il ministro degli Esteri ha sottolineato la necessità di una pace definita giusta tra Kiev e la Federazione Russa, distinguendo il sostegno italiano all’Ucraina dalla partecipazione diretta al conflitto.
Nel suo intervento il vicepremier ha indicato che Kiev dovrebbe coinvolgere l’intera Unione europea nei percorsi diplomatici, evitando iniziative limitate a singoli gruppi di Paesi. La sua posizione prevede un coinvolgimento più ampio degli Stati membri, con un riferimento specifico alla necessità di includere anche Italia e Polonia nei confronti dedicati al futuro dell’Ucraina.
Il tema degli aiuti militari a Kiev è stato collegato anche al dibattito politico interno italiano. Tajani ha dichiarato che Forza Italia è favorevole a inserire nel programma del centrodestra alle prossime elezioni politiche il sostegno all’Ucraina, comprendendo sia l’aspetto economico sia quello militare.
Il ministro ha spiegato che l’Italia non è in guerra con la Russia e che la linea del governo deve unire fermezza e ricerca di una soluzione diplomatica. Tajani ha affermato che l’obiettivo rimane quello di arrivare alla fine delle ostilità attraverso un compromesso che non preveda la cessione di territori ucraini.
Sul fronte energetico, il vicepremier ha commentato anche l’ipotesi di un ritorno agli acquisti di gas russo dopo la conclusione del conflitto. Tajani ha dichiarato di auspicare relazioni normali con tutti i Paesi, compresa la Federazione Russa, ma ha indicato come priorità l’autonomia energetica italiana e lo sviluppo del nucleare.
La discussione sugli equilibri internazionali è stata collegata anche alla necessità di evitare un confronto diretto tra Mosca e Occidente. Tajani ha sostenuto che la Russia non avrebbe interesse ad avviare una guerra contro l’Occidente e ha richiamato la necessità di mantenere aperti canali di mediazione.
La questione del sostegno all’Ucraina è entrata anche nel confronto sulla futura linea politica della coalizione di centrodestra. Tajani ha indicato la politica estera come uno dei capitoli nei quali inserire un riferimento esplicito agli aiuti destinati a Kiev, con una posizione che comprende interventi economici e militari.
Il ministro ha affrontato anche il tema delle possibili mediazioni internazionali, citando il ruolo degli Stati Uniti e la possibilità di contributi diplomatici da parte di altri Paesi come India e Cina. Secondo Tajani, il percorso negoziale deve puntare a una soluzione che consenta di raggiungere la pace senza rinunciare ai principi indicati dall’Italia nel sostegno all’Ucraina.
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