Gabbana lascia la presidenza D

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il dicembre del 2025, ormai più di un anno fa, segna una data che solo oggi – complice una fuga di notizie raccolta in esclusiva dall’agenzia Bloomberg – è emersa con chiarezza: Stefano Gabbana ha rassegnato le proprie dimissioni dalla presidenza di Dolce&Gabbana. Un’uscita di scena silenziosa, volutamente criptata dalla maison, che ha tenuto nascosta per mesi la riorganizzazione ai vertici. Al suo posto, da gennaio scorso, si è insediato Alfonso Dolce, fratello di Domenico (quest’ultimo rimasto per anni il volto creativo assieme allo stesso Gabbana) e già amministratore delegato della griffe. Una successione interna, quella di Alfonso, che di fatto non stravolge l’assetto familiare del controllo, ma che segna un passaggio gestionale non secondario, visto che la quota del 40% di Stefano Gabbana – ancora formalmente in suo possesso – sarebbe ora oggetto di una riflessione sul suo futuro, inclusa l’ipotesi di una cessione.

Il debito da 450 milioni e la trattativa con le banche

La mossa, secondo quanto ricostruito da fonti vicine al dossier, si inserisce in una fase complessa per il gruppo del lusso milanese, alle prese con un generale rallentamento del settore (quello che gli analisti definiscono “normalizzazione dopo il boom post-pandemico”) e con un’esposizione finanziaria tutt’altro che leggera. I numeri parlano chiaro: circa 450 milioni di euro di debito complessivo che l’azienda si prepara a rinegoziare con gli istituti di credito, ai quali verrebbe chiesto anche un nuovo finanziamento fino a 150 milioni. Un’operazione delicata, che richiede una governance solida e credibile di fronte ai banchieri; da qui, probabilmente, la scelta di dare un volto noto e un’impronta manageriale più marcata al vertice esecutivo.

Cantino, l’ex Gucci, chiamato a supporto di Alfonso Dolce

Non solo il cambio della presidenza, però. Martedì 7 (secondo quanto trapelato da ambienti bancari) sarebbe stata formalizzata la nomina di Stefano Cantino, figura di lungo corso nel lusso, con un ruolo di supporto diretto all’ad Alfonso Dolce. Cantino, uscito da Gucci nel settembre 2025 dopo sedici mesi come deputy ceo, vanta un’esperienza ventennale nel gruppo Prada, dove era diventato un elemento chiave per le strategie di marketing e comunicazione. La sua discesa in campo – se così si può chiamare – non è quella di un semplice consulente, bensì di un manager destinato a rafforzare la parte organizzativa e commerciale del piano di ristrutturazione, che poggia anche sul sostegno esplicito dei soci attuali e delle banche coinvolte.

L’uscita di uno dei fondatori e il futuro delle quote

Quel che rende la vicenda più di una semplice ordinaria riorganizzazione aziendale è la dimensione personale e societaria legata a Stefano Gabbana. La sua fuoriuscita dalla presidenza non è ancora accompagnata da una cessione ufficiale delle azioni, ma l’indiscrezione di Bloomberg – che parlava espressamente di una valutazione in corso sul futuro della sua partecipazione – ha messo in moto un’attenzione nuova attorno all’assetto proprietario. Per anni i due fondatori, Domenico Dolce e Stefano Gabbana, hanno diviso in parti uguali il capitale; poi, con la rottura sentimentale e professionale di fatto, le quote sono rimaste comunque paritetiche per molto tempo. Oggi, con Gabbana fuori dalla poltrona di presidente e con Alfonso Dolce (fratello di Domenico) al comando sia come ceo sia come presidente, l’equilibrio interno appare spostato. La trattativa con le banche, la richiesta di nuova liquidità e la possibile uscita di Gabbana dalla compagine azionaria rappresentano tre facce dello stesso dado: un dado che, in un mercato del lusso meno euforico, D&G non può permettersi di lanciare senza avere prima messo in ordine la propria stanza dei bottoni.

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