Pirelli entra nel capitale di Ridesense, l’alleanza per il Cyber Tyre che guarda al futuro
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Scienza e Tecnologia
-
Bastano due anni e mezzo, talvolta, per trasformare un'idea nata nei laboratori universitari in un pezzo strategico dell'industria globale. È quanto accaduto con Ridesense, la startup napoletana che ha appena attirato l'attenzione del colosso Pirelli, il quale ha siglato un accordo per rilevare il 24,99 per cento della società, con una clausola che apre all'opzione per il pieno controllo in un futuro non lontano.
L’intesa, che si inserisce nel solco di un percorso iniziato oltre vent'anni fa, punta a integrare i sensori virtuali sviluppati dal team partenopeo con il sistema di pneumatici intelligenti Cyber Tyre. Al centro dell’operazione, come spiegato da Piero Misani, Chief Technical Officer di Pirelli, c'è la volontà di sviluppare ulteriormente la componente software che, a tutti gli effetti, rappresenta il cuore pulsante di questa tecnologia.
L’accordo, che prevede anche una licenza per l'utilizzo dei sensori virtuali di Ridesense con specifiche tutele per i diritti di terzi, è il risultato di una sinergia tutta italiana che unisce la ricerca accademica all’industria. La startup, nata nel 2023 all'interno dell'ecosistema MegaRide e supportata da Iniziativa Cube e Innova et Impera, è uno spin-off del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università Federico II di Napoli.
La sua tecnologia si basa su algoritmi fisici che modellano il comportamento del veicolo e dello pneumatico, una competenza maturata in oltre dieci anni di studi nel gruppo di Dinamica del Veicolo dell'ateneo napoletano. I due amministratori delegati, Flavio Farroni e Aleksandr Sakhnevych, hanno commentato l'operazione definendola un passo significativo per il Paese, capace di portare un progetto nato in ambito universitario direttamente sulle linee di produzione di una delle eccellenze italiane nel mondo.
L’integrazione tra sensori fisici e virtuali
Il cuore della partnership risiede nella complementarità delle rispettive tecnologie. Il sistema Pirelli Cyber Tyre è già oggi un ecosistema hardware e software all'avanguardia, che utilizza piccoli sensori fisici inseriti nel battistrada per raccogliere dati in tempo reale sulle condizioni del manto stradale e sullo stato di usura dello pneumatico. Queste informazioni vengono poi elaborate e trasmesse ai sistemi elettronici del veicolo, andando a interagire con ABS, controllo di trazione e sistemi di stabilità, con l'obiettivo di migliorare sicurezza, prestazioni ed efficienza.
L’elemento di novità, in questo scenario, è l'introduzione dei sensori virtuali di Ridesense, che non sono oggetti fisici ma algoritmi sofisticati capaci di processare i dati già raccolti dalla sensoristica standard presente a bordo dell'auto. L'unione di questi due mondi amplierà le capacità del Cyber Tyre, rendendolo ancora più reattivo e intelligente.
L'integrazione consentirà, per esempio, di consolidare funzioni cruciali già esistenti, come il rilevamento dell'aquaplaning, e di svilupparne di nuove legate alla diagnostica predittiva non solo del pneumatico ma dell'intero veicolo. In una mobilità sempre più connessa, dove l'elettronica gioca un ruolo predominante, poter disporre di un sistema che dialoga in modo sempre più efficace con i dispositivi di sicurezza significa fare un passo avanti verso una guida più sicura.
L’obiettivo dichiarato è quello di posizionare l’ecosistema Cyber Tyre come un tassello fondamentale nell’evoluzione dei sistemi ADAS e della futura guida autonoma, ambiti in cui la capacità di interpretare e anticipare le condizioni del fondo stradale diventa un fattore critico.
Una sfida tecnologica dalle radici italiane
L'operazione si inserisce in una strategia di più ampio respiro che Pirelli porta avanti da oltre vent'anni. La nascita del Cyber Tyre è stato il primo, fondamentale passo verso la trasformazione della gomma da componente meccanico a fonte attiva di informazioni, e questo accordo con Ridesense rappresenta un'evoluzione naturale di quel percorso.
Non è un caso che la scelta sia caduta su una startup italiana, a dimostrazione che l'ecosistema dell'innovazione nazionale, quando sostenuto da strutture di trasferimento tecnologico come quelle dell'Università Federico II, può generare valore e competere a livello globale.
La tecnologia di Ridesense si declina in due modalità principali: una puramente software, che integra i sensori virtuali nelle centraline elettroniche dei veicoli di serie, e una hardware, rappresentata dalla piattaforma Kymes, pensata per i mercati del testing e del motorsport. Quest'ultimo aspetto è particolarmente interessante, considerando che Pirelli è il partner globale della Formula 1 e partecipa a oltre 350 eventi sportivi, contesti in cui le tecnologie vengono messe a dura prova e perfezionate.
L'acquisizione di una quota in Ridesense, con l'opzione per il 100 per cento del capitale, suggerisce quindi che l'azienda milanese veda in questa tecnologia non solo un complemento, ma un asset strategico per il futuro, capace di rafforzare la leadership nel segmento High Value e di ridefinire il ruolo stesso dello pneumatico nell'architettura del veicolo moderno.




