Roma-Juventus, Spalletti: “Vivo per il quarto posto. Oscilliamo tra entusiasmo e depressione”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’aria dell’Olimpico, si sa, è spesso irrespirabile per chi indossa colori diversi dal giallorosso, eppure la Juventus di Luciano Spalletti, al termine di una partita pazzesca terminata sul 3-3, ha trovato il modo di rubare un punto che sa più di ossigeno puro che di semplice pareggio. Perché se è vero che la prestazione dei bianconeri è stata a tratti confusionaria, e lo dimostra il fatto che si siano fatti rimontare due reti di scarto dopo essere andati sotto, è altrettanto vero che la zampata di Federico Gatti al novantatreesimo minuto ha un peso specifico enorme nella corsa a quel quarto posto che vale un accesso diretto in Champions League. Il tecnico di Certaldo, intervistato da DAZN al termine del match, non ha nascosto un certo dualismo interiore: da un lato la soddisfazione per la reazione rabbiosa dei suoi ragazzi, capaci di rialzarsi dopo il ko in Champions League contro il Galatasaray e dopo due svantaggi pesanti nel corso della gara; dall’altro, la consapevolezza che la squadra continua a navigare a vista, mostrando un’identità altalenante che rischia di compromettere un intero campionato.

La rimonta nel recupero e l’orgoglio ritrovato

La partita, va detto, sembrava ormai indirizzata verso una sconfitta pesantissima per i torinesi, un ko che li avrebbe proiettati a -7 dalla Roma e a -4 dal Como, con tutto il morale che ne sarebbe conseguito. Invece, nel calcio, a volte basta un episodio per ribaltare le prospettive. Gatti, entrato da attaccante aggiunto negli ultimi minuti per sfruttare la sua stazza, ha trasformato in oro un calcio di punizione battuto da Edon Zhegrova, infilando la palla in porta da due passi e regalando un pari insperato. Un gol, il suo, che ha il sapore della zampata di un bomber di razza, lui che bomber non è, ma che in queste settimane sta dimostrando un fiuto del goal fuori dal comune per un difensore. L’urlo liberatorio allo scadere ha cancellato, almeno in parte, le amnesie difensive viste per larghi tratti del match: l’ingenuità su Wesley nel primo tempo, la marcatura ballerina su Evan Ndicka in avvio di ripresa e la giocata straordinaria di Donyell Malen, che ha punito in contropiede la Juventus con un pallonetto da manuale del calcio.

Spalletti e l’analisi di una stagione altalenante

Spalletti, nel commentare la prova dei suoi, ha usato termini che raccontano di un gruppo sospeso tra due dimensioni. “Vivo per il quarto posto”, ha dichiarato il mister, quasi a voler sottolineare come l’intera esistenza tecnica della sua squadra sia ora concentrata esclusivamente su quell’obiettivo. “Oscilliamo tra entusiasmo e depressione”, ha poi aggiunto, fotografando una realtà fatta di prestazioni mai lineari, dove alla bella reazione contro la Roma fanno da contraltare le serate storte, le espulsioni che hanno condizionato le ultime uscite e l’uscita pesante dall’Europa. Il tecnico ha voluto difendere a spada tratta i suoi ragazzi, sottolineando come quei 120 minuti giocati in inferiorità numerica contro i turchi avessero lasciato strascichi di fatica, eppure, nonostante tutto, la squadra ha avuto la forza di reagire quando tutto sembrava perduto. Ha parlato di un gruppo che, seppur acerbo in alcune letture, possiede una solidità mentale che gli ha permesso di rimanere aggrappato al treno che porta in Champions.

L’importanza del pareggio e la classifica che si accorcia

Dal punto di vista numerico, questo 3-3 ha un’importanza strategica non indifferente. La Juventus resta a -4 dalla Roma quarta in classifica, evitando così il tracollo che l’avrebbe vista scivolare a -7 con conseguente addio quasi definitivo alle speranze di qualificazione europea. I giallorossi di Gian Piero Gasperini, dal canto loro, dovranno recriminare a lungo per non aver saputo chiudere la partita, subendo il ritorno furioso di una Juventus che ha gettato il cuore oltre l’ostacolo. E mentre a Torino si esalta la figura di Gatti, eletto a eroe della serata, a Roma cresce il rammarico per un’occasione persa, con la consapevolezza che il calendario propone ora impegni insidiosi e che il vantaggio accumulato in queste settimane poteva e doveva essere più consistente. Gli uomini di Spalletti, invece, ci credono: sanno di avere un organico importante, sanno di potersela giocare contro chiunque, ma devono anche imparare a gestire quelle fasi di blackout che, altrimenti, finiranno per costare care nel momento decisivo della stagione.

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