Roma-Juventus, la notte della verità per Spalletti e Gasperini all’ombra della Champions
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Redazione Sport
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Non è uno spareggio, sia chiaro, perché il campionato dopo questa sera ne riserverà ancora undici di giornate e di punti in palio ce ne saranno parecchi, eppure definire la sfida dell’Olimpico semplicemente una partita di alta classifica sarebbe quantomeno riduttivo. Ci si gioca una fetta consistente di stagione, e forse anche qualcosa in più, in questo posticipo domenicale del ventisettesimo turno che mette di fronte Roma e Juventus, quarta a cinquanta punti la prima, quinta a quarantasei la seconda. I numeri dicono che la squadra di Gian Piero Gasperini, qualora riuscisse a portare a casa l’intera posta, scavalcando così un ostacolo diretto nella rincorsa al quarto posto, si ritroverebbe con un margine di sette lunghezze sui bianconeri, un vantaggio che, a questo punto della stagione, assumerebbe i contorni di una seria ipoteca sulla qualificazione alla prossima Champions League. Dall’altro lato, per la Juventus di Luciano Spalletti, reduce da un'avventura europea conclusasi con l'eliminazione per mano del Galatasaray e con un acceso battibecco del tecnico contro la terna arbitrale, non c’è più margine d’errore: perdere significherebbe complicare un cammino già in salita, visto che l’obiettivo Champions rappresenta l’ultimo, vero traguardo stagionale ancora alla portata.
Un incrocio di destini e statistiche che profuma di rivincita
La partita, però, non è soltanto uno scontro diretto per la classifica, ma rappresenta un crocevia di storie personali e professionali che si intrecciano. C’è Luciano Spalletti, innanzitutto, che torna all’Olimpico da ex, e non da un ex qualunque, visto che sulla panchina della Roma ha seduto per due periodi distinti, dal 2005 al 2009 e poi dal 2016 al 2017, condendo quei trascorsi con due Coppe Italia e una Supercoppa, ma anche con un addio, quello del 2017, particolarmente velenoso, rimasto indigesto alla piazza. E c’è una statistica che rende il piatto ancor più ricco di significato: da quando ha lasciato la capitale, il tecnico di Certaldo non ha mai perso contro la sua ex squadra. Nove gli incroci finora, tra panchine di Inter, Napoli e appunto Juventus, con un bottino di quattro vittorie e cinque pareggi; una imbattibilità che Spalletti, fiero di questo particolare primato, proverà a far valere anche stavolta, forte di un bilancio personale con Gasperini che lo vede nettamente in vantaggio: diciassette precedenti, nove successi, cinque pareggi e appena tre sconfitte. Un ruolino di marcia impressionante, se si considera che le ultime quattro volte che i due si sono incrociati, l’allenatore della Roma ne è sempre uscito sconfitto.
L’emergenza in attacco e la solidità ritrovata di Gasperini
Gasperini, dal canto suo, deve fare i conti con un’emergenza che ormai dura da settimane e che si concentra soprattutto nel reparto avanzato. L’infermeria è piena e i nomi pesano: Dovbyk, Soulé, Ferguson sono out, mentre per Paulo Dybala si valuta ancora un possibile, seppur minimo, recupero per la panchina, in attesa del test decisivo di oggi per verificarne le condizioni. L’ex allenatore dell’Atalanta, che pure aveva lasciato Bergamo per inseguire proprio il sogno Champions con la Roma, si trova costretto a reinventare un attacco dimezzato, con l’idea di schierare Malen supportato da giovani come Venturino e Pisilli, o magari di arretrare Cristante per inserire El Aynaoui in mezzo al campo. Ma nonostante le difficoltà, il lavoro di Gasperini alla guida dei giallorossi sta producendo risultati sorprendenti sotto un altro aspetto, quello difensivo: la Roma, con appena sedici reti subite in ventisei giornate, vanta attualmente il miglior reparto arretrato dei cinque principali campionati europei, un’inversione di tendenza netta rispetto alla tradizione offensiva delle sue precedenti squadre e una base solida su cui costruire le proprie ambizioni, anche quando l’attacco arranca. La società, del resto, ha mostrato sintonia con il tecnico nel mercato invernale, portandogli a disposizione Donyell Malen, e l’obiettivo dichiarato resta quello di non cedere la posizione preziosissima del quarto posto.
La panchina lunga di Spalletti e l’effetto nuovo ciclo
Dall’altra parte, Spalletti può contare su una rosa più ampia e su un organico che, sebbene abbia cambiato volto e modulo più volte in stagione, ha ritrovato una certa stabilità. Insediatosi sulla panchina bianconera alla decima giornata, dopo l’esonero di Tudor, il tecnico toscano ha gradualmente impresso la sua impronta, recuperando due punti proprio a Gasperini nelle diciassette giornate della sua gestione e portando la squadra a giocarsi le sue carte su più fronti. E se in Europa è arrivata l'amarezza dell'eliminazione contro il Galatasaray, maturata tra le polemiche e la rabbia a caldo dello stesso Spalletti che inveiva contro il quarto uomo, in campionato i margini di manovra restano tutti da giocare. La sua Juventus, che all’andata aveva avuto la meglio sui giallorossi, si presenta all’Olimpico con la consapevolezza di dover sfruttare ogni occasione, anche perché il quarto posto dista appena quattro punti e la lotta, con cinque squadre racchiuse in un fazzoletto di cinque punti, è apertissima. La sensazione, insomma, è che la partita di domenica sera, al di là dei moduli e delle assenze, si giocherà soprattutto sul filo della tensione e della capacità di gestire i momenti cruciali, proprio come ricordava Damiano Tommasi, che quella sfida l’ha vissuta in prima persona per un decennio, sottolineando come si tratti di un incrocio mai banale. L’Olimpico, gremito e caldo, farà da cornice a una notte che profuma già di svolta, per una squadra o per l’altra.




