Monza, Izzo assolto con formula piena: il fatto non sussiste
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Redazione Sport
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La Corte d’Appello di Napoli ha pronunciato un verdetto definitivo, chiudendo un capitolo giudiziario che per anni ha segnato la vita e la carriera di Armando Izzo. Il difensore del Monza, infatti, è stato assolto con formula piena dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e frode sportiva aggravata dal metodo mafioso, con i giudici che hanno stabilito l’insussistenza dei fatti contestati.
La vicenda, risalente al 2014, riguardava una presunta alterazione dell’esito della partita Modena-Avellino, valida per il campionato di Serie B, nella quale Izzo – all’epoca in forza ai lupi irpini – sarebbe stato coinvolto in un sistema di illeciti legato al clan della Vinella Grassi di Secondigliano. L’accusa, sostenuta dalla procura, aveva portato nel 2023 a una condanna in primo grado a cinque anni di reclusione, ribaltata ora in appello con una sentenza che cancella ogni addebito.
La corte, presieduta da Giovanni Carbone e con Alberto Maria Picardi come giudice relatore, ha motivato l’assoluzione affermando non solo l’assenza di prove decisive, ma anche la mancanza stessa dei presupposti per ritenere il calciatore partecipe dei reati contestati. Una svolta che, se da un lato riapre la questione sull’affidabilità delle indagini iniziali, dall’altro restituisce a Izzo una posizione pienamente legittimata, dopo anni di incertezze e sospetti.
Il Monza, attraverso una nota ufficiale, ha accolto con soddisfazione la decisione, sottolineando come il giocatore abbia sempre mantenuto una condotta irreprensibile durante il periodo delle accuse. La sentenza, oltre a chiare il percorso giudiziario, solleva interrogativi sulle dinamiche che portarono all’incriminazione, in un caso che ha attraversato diverse fasi processuali senza mai trovare riscontri definitivi fino all’esito odierno.




