Argentina in finale, Scaloni in lacrime: "Siamo unici, non è arroganza". Rimonta all'Inghilterra e ora c'è la Spagna

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Redazione Sport Redazione Sport   -   A un passo dalla storia, con gli occhi lucidi e la voce rotta dall'emozione. Lionel Scaloni, il ct che ha ridato un'identità vincente all'Argentina, non è riuscito a trattenere le lacrime al termine della semifinale mondiale vinta per 2-1 contro l'Inghilterra. La sua squadra, ancora una volta, ha ribaltato un risultato che sembrava ormai segnato, conquistando la seconda finale consecutiva dopo il trionfo del 2022.

L'appuntamento con la storia è ora fissato per domenica sera al MetLife Stadium di New York, dove ad attendere l'Albiceleste ci sarà la Spagna, vittoriosa per 2-0 sulla Francia nell'altra semifinale. Un'impresa che ha scosso l'allenatore fino alle lacrime, per un'emozione che è difficile tradurre in parole. "Sono contento per la nostra gente e per il nostro Paese, è difficile far capire alla gente cosa hanno dimostrato questi giocatori. Non smettono mai di stupirmi", ha dichiarato Scaloni a caldo, visibilmente commosso.

L'orgoglio e le criticità: una vittoria che pesa

L'Argentina di Scaloni gioca un calcio che non si può imitare, un gioco che sembra nascere dall'unione indissolubile di un gruppo che si è trasformato in una famiglia. Eppure, il cammino verso la finale non è stato privo di ostacoli e campanelli d'allarme.

In tre partite a eliminazione diretta, i campioni del mondo hanno dovuto faticare fino al termine dei supplementari per due volte: contro Capo Verde (3-2) il match è stato risolto da un gol di Romero su calcio d'angolo, mentre contro la Svizzera (3-1) è stato Julian Alvarez a rompere la parità con un destro all'incrocio dei pali, prima del sigillo di Lautaro Martinez in contropiede. Nonostante queste difficoltà, Scaloni ha scelto di sottolineare la resilienza del gruppo, mostrando orgoglio ma senza nascondere le criticità incontrate lungo il percorso.

"Un mese e mezzo fa la situazione non sembrava promettente, adesso è una grande vittoria essere arrivati in semifinale", aveva dichiarato in precedenza, confermando che la strada verso il successo è stata tutt'altro che lineare.

La rimonta e la mossa decisiva di Scaloni

La semifinale contro l'Inghilterra, una delle rivalità più intense della storia del calcio, si era messa subito in salita per l'Argentina. Dopo il vantaggio inglese firmato da Anthony Gordon al 55' su cross di Rogers, la partita sembrava scivolare via per l'Albiceleste, che faticava a trovare spazi contro un'Inghilterra abbottonata in difesa e pronta a difendere il risultato. Fu a quel punto che Scaloni, con una mossa da grande maestro di scacchi, decise di cambiare le carte in tavola.

Al 64' inserì Nicolás González al posto di Leandro Paredes, apostando sull'allargamento del gioco e sugli attacchi sulle fasce. La mossa si rivelò decisiva: l'ingresso del "caballo" diede nuova linfa all'attacco argentino, spostando Enzo Fernandez come perno centrale e creando enormi problemi a Thomas Tuchel, che fu costretto a inserire difensori pur di tamponare le falle sulla sinistra. La pressione argentina divenne inarrestabile e, all'85', un assist di Messi permise a Enzo Fernandez di calciare da fuori area e battere Pickford per l'1-1.

Quando tutto sembrava ormai indirizzato verso i tempi supplementari, Lautaro Martinez, entrato al 81', ha messo il sigillo all'81', trasformando in gol il secondo assist di Messi e regalando all'Argentina una vittoria che sa di impresa storica.

"Siamo unici, non è arroganza": le parole del ct

Al fischio finale, Scaloni ha faticato a trovare le parole per descrivere l'impresa dei suoi ragazzi. "Non ho parole, è una gioia immensa per il nostro Paese e per la nostra gente. Questo gruppo non smette di sorprendermi", ha dichiarato il tecnico, visibilmente commosso, in un tripudio di abbracci con i suoi giocatori, a partire da Lionel Messi. L'allenatore ha voluto sottolineare l'unicità di questo gruppo, precisando che le sue parole non sono frutto di arroganza ma di pura emozione per ciò che i suoi calciatori sono in grado di dimostrare in campo.

"Siamo unici, e non è arroganza, è cuore. Questa gente oggi ci ha portato a vincere la partita", ha spiegato Scaloni, ribadendo come la maglia argentina meriti uno sforzo totale fino all'ultimo secondo. Con la finale contro la Spagna all'orizzonte, il ct ha concluso con una promessa: "Vinceremo? Non lo so, ma di sicuro lasceremo tutto in campo", consapevole che la storia attende l'Argentina, pronta a difendere il titolo conquistato quattro anni fa in Qatar contro la Francia, ora in cerca del bis contro la Roja.

La finale e il sogno del bicampeonato

Domenica sera, l'Argentina scenderà in campo per scrivere un altro capitolo della sua storia calcistica. Se dovesse vincere, Lionel Scaloni diventerebbe il secondo allenatore della storia a conquistare due Mondiali consecutivi, eguagliando il record dell'italiano Vittorio Pozzo che riuscì nell'impresa con l'Italia nel 1934 e 1938. Per l'Argentina, che ha già conquistato tre titoli mondiali (1978, 1986, 2022), si tratterebbe di un'impresa leggendaria, che consoliderebbe il ciclo vincente della "Scaloneta".

Dall'altra parte, la Spagna di Luis de la Fuente, già campione d'Europa, proverà a fermare la corsa dell'Albiceleste e a conquistare il suo secondo titolo mondiale a sedici anni dall'ultimo trionfo. Sarà una finale che promette spettacolo, nella quale l'Argentina si giocherà tutto per continuare a sognare e per regalare al suo popolo un'altra notte di gloria.

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