La Savino del Bene vola a Istanbul: impresa al golden set, sarà Final Four con Conegliano

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non bastava il comodo 3-0 conquistato al PalaBigMat, perché la pallavolo, si sa, ama le geometrie variabili e le notti in cui il punteggio non racconta mai tutta la verità. La Savino del Bene Scandicci ha dovuto scavare nel profondo delle proprie riserve, in quel catino rovente del Burhan Felek Voleybol Salonu dove il Fenerbahce sperava di ribaltare ogni pronostico. E così è stato, almeno per tre quarti di gara, con la squadra di Marcello Abbondanza che ha spinto al massimo, trascinata dalle sue bocche da fuoco, per ricucire il passivo e costringere le italiane allo spareggio. Alla fine, nella bolgia di Istanbul, il golden set ha sorriso alle toscane: 15-13 il verdetto che vale la seconda qualificazione consecutiva alla Final Four di Champions League.

La rimonta turca e il peso del risultato dell’andata

La partita si era messa subito sui binari della sofferenza per la squadra di Marco Gaspari. Nonostante la consapevolezza di arrivare con un vantaggio ampio, le venete – anzi, le toscane, perché di Firenze si parla – hanno subito l’urto di un avversario che non aveva nulla da perdere. Il primo set è stato un’autentica battaglia punto a punto, risolta solo ai vantaggi dalle padrone di casa per 32-30, con Melissa Vargas e Arina Fedorovtseva che hanno iniziato a martellare la difesa avversaria. Scandicci ha trovato la reazione nel secondo parziale, riuscendo a imporre il proprio ritmo e a chiudere 25-19, riportando la contesa in equilibrio psicologico prima dell’intervallo. È stato nel terzo set, però, che il Fenerbahce ha dato la sensazione di poter fare il colpaccio: un parziale netto di 25-13 che dimostrava tutta la forza delle turche quando innescate dal proprio pubblico. Nel quarto set, poi, il dramma: Scandicci sembrava avere in pugno la qualificazione diretta, conducendo anche con un ampio margine (20-16 secondo le cronache), ma ha dovuto cedere il passo nel finale, chiudendo 27-25 e sprofondando nella necessità del golden set.

L’eroina del giorno e la solidità del gruppo

Nel momento di massima tensione, quando ogni errore avrebbe potuto essere fatale, la Savino del Bene ha ritrovato la lucidità persa nei frangenti precedenti. Il golden set, quello spareggio che azzera tutto e riparte da zero, ha visto le italiane partire forte, trascinate da Avery Skinner che ha firmato i primi punti pesanti. A dare il colpo finale ci ha pensato Ekaterina Antropova: l’opposta, che proprio in questi giorni festeggiava il compleanno, ha chiuso i conti sul 15-13, mettendo a referto una prestazione da 30 punti complessivi e ben 7 ace nell’arco della serata. Una prestazione che le è valsa il Titolo di MVP del match, a certificare un’autorità sotto rete che ha fatto la differenza quando più serviva, specialmente nei frangenti decisivi del tie-break dove la sua potenza ha piegato le resistenze di una Fenerbahce comunque straordinaria, con Fedorovtseva autrice di 36 punti.

Il quadro della Final Four: doppia sfida italiana a Istanbul

Con questo successo, la Savino del Bene si unisce all’Imoco Conegliano nel novero delle migliori quattro d’Europa. Le campionesse in carica, allenate da Daniele Santarelli, avevano ottenuto il pass per la fase finale nonostante una sconfitta casalinga contro lo Zeren Ankara, forte del largo successo ottenuto in Turchia all’andata. Per le venete, quella di maggio sarà l’ottava partecipazione a una Final Four in undici presenze nella competizione, a testimonianza di una continuità ai vertici del volley continentale che trova poche eguali. Le due squadre italiane, però, non si incontreranno subito: il tabellone di Istanbul, in programma il 2 e 3 maggio, ha riservato alla Scandicci la semifinale contro le turche dell’Eczacibasi, mentre Conegliano se la vedrà con il VakifBank. Un quadro che garantisce almeno una presenza italiana nella finale, ma che soprattutto conferma il momento di assoluto prestigio per il movimento italiano, capace di piazzare due rappresentanti tra le prime quattro del Vecchio Continente per il secondo anno consecutivo.

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