Governance Mediobanca: Vittorio Grilli Presidente Esecutivo, Alessandro Melzi d’Eril Amministratore Delegato
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Redazione Economia
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L'operazione per disegnare la nuova governance di Mediobanca, la cui urgenza è dettata dalla scadenza imminente per la presentazione delle liste, sta vivendo le sue ore decisive. I vertici di Mps, che ormai detiene il controllo dell’istituto di credito, hanno condotto nelle ultime ore un lavoro intenso, quasi a ridosso della riunione del consiglio di amministrazione convocata per giovedì o venerdì, il cui esito appare sempre meno incerto. La scelta, che deve ancora ricevere l’approvazione formale ma sulla quale si è raggiunto un elevato grado di convergenza, sembra essersi infatti indirizzata verso un ticket ben preciso, considerato il più solido per rappresentare un ponte tra la tradizione finanziaria italiana e le ambizioni globali della banca.
Il ticket per la nuova guida: Grilli e Melzi d’Eril
In questo disegno, la figura di Vittorio Grilli, il cui profilo vanta un passato da ministro dell’Economia e una significativa esperienza dirigenziale in Jp Morgan, è emersa con forza per la presidenza esecutiva. La sua candidatura, che porta con sé un prestigio internazionale difficilmente eguagliabile, è vista come il raccordo ideale per un istituto che punta ad accrescere la propria influenza nei segmenti dell’investment banking e della gestione patrimoniale, settori nei quali la competizione si fa ogni volta più agguerrita. Accanto a lui, per la carica di amministratore delegato, si staglia il nome di Alessandro Melzi d’Eril, attuale amministratore delegato di Anima Sgr, il cui curriculum nel campo della gestione del risparmio completa perfettamente le competenze del probabile presidente.
Le trattative e il ruolo di Mps
Le trattative, che hanno visto protagonisti una ventina di top manager per ciascuna parte, si sono sinora svolte in un clima descritto come costruttivo dai partecipanti. Un primo, lungo faccia a faccia, definito da alcuni una sorta di “kick off” per avviare le discussioni sull’integrazione tra le due realtà, si è protratto per ore, con il gruppo di Mps guidato dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio, affiancato dal vice direttore generale e dal chief financial officer. Questo dialogo, per quanto preliminare, ha gettato le basi per una transizione che si preannuncia complessa ma necessaria.
La scadenza imminente che accelera le decisioni
La scadenza che incombe sul processo, ovvero il deposito della lista per il rinnovo del consiglio di amministrazione che dovrà essere votato il prossimo 28 ottobre, agisce da potente acceleratore per ogni decisione. Con soli due giorni rimanenti, ogni valutazione alternativa perde progressivamente terreno, lasciando il campo libero alla combinazione Grilli-Melzi d’Eril. La scelta di questo binomio, che unisce un’autorità di respiro globale a un manager radicato nell’asset management italiano, segnerebbe così una pagina nuova per Mediobanca, orientandone la strategia verso orizzonti più ambiziosi e competitivi.
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