Il sogno (improbabile) del super playoff: come funziona il piano B della Fifa per l’Italia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La disfatta di Zenica brucia ancora, e il conto, per una nazionale che ha fatto della storia del calcio mondiale un monumento, si fa sempre più salato: terza esclusione consecutiva dalla fase finale. Eppure, nelle pieghe del regolamento e delle tensioni geopolitiche, qualcuno prova ancora a scorgere un filo di speranza. Non è uno scenario scontato, né tantomeno lineare, quello che vede l’Italia potenzialmente ripescata ai Mondiali del 2026, in programma tra Stati Uniti, Canada e Messico dall’11 giugno al 19 luglio; ma a tenerlo in vita, alimentando discussioni e calcoli (spesso più fantasiosi che reali), è la situazione dell’Iran. Il paese asiatico, invischiato in un conflitto aperto con gli Stati Uniti, potrebbe decidere di dare forfait, lasciando così un posto vacante nel tabellone del torneo che il Congresso Fifa, riunito a Vancouver il 30 aprile, dovrebbe ratificare in via definitiva.

L’articolo 6.7 e il potere assoluto della Fifa

A mancare è, per il momento, l’ufficialità. L’Iran risulta ancora tra le 48 qualificate, ma le dichiarazioni del ministro dello Sport Ahmad Donyamali hanno aperto uno scenario inedito, che la Federazione internazionale non può ignorare. Se la rinuncia dovesse concretizzarsi, la parola passerebbe all’articolo 6.7 del regolamento per la Coppa del Mondo 2026, un passaggio normativo che non lascia spazio a interpretazioni automatiche: “Se una federazione partecipante si ritira o viene esclusa, la Fifa deciderà la questione a propria esclusiva discrezione, adottando qualsiasi provvedimento ritenuto necessario”. Nessuna clausola, quindi, impone la scelta della nazionale meglio piazzata nel ranking o di quella proveniente dalla stessa confederazione. Il potere, totale, è nelle mani del Consiglio Fifa e di una commissione dedicata; e questa assenza di criteri fissi, paradossalmente, è l’unica vera ancora di salvezza per l’Italia.

Ranking e geografia: i due pesi della bilancia

Il principale argomento a favore degli azzurri – che i tifosi non hanno smesso di brandire come un talismano – è il posizionamento nel ranking Fifa: l’Italia è la nazionale con il coefficiente più alto tra quelle escluse, occupando il 12° posto mondiale. Un dato statistico inoppugnabile, che in una competizione basata sul merito sportivo varrebbe oro. Tuttavia, la prassi recente dell’organismo internazionale suggerisce un orientamento diverso, più legato all’equilibrio geografico che alla forza tecnica. Il precedente, citato anche da fonti vicine alla federazione, riguarda il recente Mondiale per Club: l’esclusione del Leon (Messico) portò a uno spareggio tra squadre della stessa area, privilegiando il criterio continentale. Tradotto: se a mancare è una squadra asiatica come l’Iran, il posto verrebbe quasi certamente ereditato da un’altra nazionale dell’Afc.

L’ipotesi del super playoff tra escluse

E qui entra in gioco l’ultima idea, ancora informale ma affascinante, che circola tra le stanze del potere calcistico. Secondo quanto riportato da testate come The Athletic e rilanciato in Italia, la Fifa starebbe vagliando la possibilità di istituire un “super playoff” intercontinentale. Un mini torneo lampo, da disputare a ridosso della manifestazione (forse direttamente sul suolo americano), che coinvolgerebbe le migliori escluse. In questo scenario, il ranking tornerebbe a essere decisivo: l’Italia, essendo la più alta in classifica tra le non qualificate, avrebbe un biglietto d’ingresso garantito per spareggiarsi il posto. Si tratterebbe di una soluzione di compromesso, che eviterebbe alla Fifa la scelta “politica” di premiare una singola nazione a discapito di un’altra, demandando la decisione al campo.

Il nodo della tempistica e l’attesa del 30 aprile

L’appuntamento con la realtà, però, è fissato per il 30 aprile, quando il Congresso Fifa di Vancouver dovrà ufficializzare il quadro completo delle 48 partecipanti. L’Iran potrebbe ancora confermare la sua presenza, spazzando via ogni speculazione. In caso contrario, la Fifa si muoverebbe su un crinale delicatissimo: rispettare l’equilibrio tra i continenti (premiando Emirati Arabi o Iraq) oppure assecondare la logica dello spettacolo e del ranking, provando a inserire una big come l’Italia con la formula inedita dei playoff. Per gli azzurri, abituati a guardare i Mondiali da spettatori per la terza volta consecutiva, non resta che attendere, sperando che la guerra e la diplomazia stravolgano ancora una volta i piani del calcio che conta.

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