Garlasco, De Rensis replica a Stefania Cappa: «Accuse infondate»
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Redazione Interno
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Antonio De Rensis respinge le accuse contenute nell’esposto di Stefania Cappa sul caso Garlasco e le definisce «infondate», annunciando che «ci saranno delle conseguenze». Il legale di Alberto Stasi è uno dei soggetti citati nel documento presentato dalla famiglia Cappa, nel quale viene ipotizzata una presunta regia occulta finalizzata a sostenere mediaticamente la tesi dell’innocenza di Stasi e a spostare l’attenzione degli investigatori verso le cugine di Chiara Poggi. La replica dell’avvocato arriva dopo che il contenuto dell’esposto è stato reso noto nel corso della trasmissione «Verità Nascoste - Il Diario», condotta da Milo Infante su Canale 5, riportando al centro del confronto pubblico le nuove indagini sul delitto di Garlasco e le accuse formulate dalla famiglia Cappa.
L’esposto di Stefania Cappa e la presunta regia mediatica
Nel documento a firma di Stefania Cappa viene denunciata l’esistenza di una presunta «regia mediatica» sullo sfondo delle nuove indagini sull’omicidio di Chiara Poggi. Secondo quanto riportato nell’esposto, la famiglia Cappa sarebbe stata destinataria di una «sistematica coordinata e preordinata esposizione mediatica», descritta come il possibile risultato di una condotta consapevolmente orchestrata. L’atto chiama in causa Antonio De Rensis, difensore di Alberto Stasi, l’inviato de «Le Iene» Alessandro De Giuseppe e Francesco Marchetto, ex comandante della stazione dei Carabinieri di Garlasco. I tre vengono indicati nel documento nell’ambito dell’ipotesi secondo cui sarebbe stata costruita un’azione destinata a sostenere pubblicamente l’innocenza dell’allora fidanzato di Chiara Poggi e a orientare l’attenzione verso soggetti esterni ed estranei ai fatti.
Il contenuto dell’esposto è stato mostrato durante la prima puntata del programma condotto da Milo Infante, portando in televisione le contestazioni avanzate dalla famiglia Cappa. Al centro dell’atto non c’è soltanto l’esposizione mediatica ricevuta dalle cugine di Chiara Poggi, ma anche il presunto collegamento tra questa attenzione e il dibattito sviluppatosi intorno alle nuove investigazioni sul delitto. La tesi prospettata nell’esposto è che tale esposizione non sarebbe stata casuale, ma riconducibile a un’azione coordinata. È proprio su questa ricostruzione che si concentra la risposta di De Rensis, il quale contesta le accuse rivolte nei suoi confronti e ne respinge il contenuto.
La risposta di Antonio De Rensis alle accuse della famiglia Cappa
De Rensis ha replicato pubblicamente alle contestazioni definendole senza esitazioni «infondate». Il difensore di Alberto Stasi, citato direttamente nell’esposto insieme ad Alessandro De Giuseppe e Francesco Marchetto, ha inoltre affermato di non aver mai parlato con un testimone, contestando così uno degli elementi emersi nel confronto intorno al documento. Alla presa di posizione si aggiunge l’annuncio secondo cui «ci saranno delle conseguenze», una frase con cui l’avvocato reagisce alle accuse formulate nei suoi confronti. La contrapposizione riguarda quindi la ricostruzione proposta dalla famiglia Cappa sull’esistenza di una campagna mediatica organizzata e la netta smentita del legale, che ne nega il fondamento.
La vicenda si inserisce nel nuovo confronto pubblico nato intorno alle indagini sul caso Garlasco e alle modalità con cui diversi soggetti sono stati richiamati nel dibattito mediatico. Da una parte, l’esposto di Stefania Cappa sostiene che la sua famiglia sia stata esposta in maniera sistematica, coordinata e preordinata; dall’altra, Antonio De Rensis respinge l’ipotesi che gli viene attribuita e nega di aver avuto contatti con un testimone. Il documento presentato in Procura a Milano e la successiva replica televisiva mettono così a confronto due ricostruzioni opposte: quella della famiglia Cappa, che denuncia una presunta azione orchestrata ai propri danni, e quella dell’avvocato di Stasi, che considera prive di fondamento le accuse avanzate nell’esposto.
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