Mattarella a Cortina tra l’abbraccio a Goggia e la telefonata a Fontana; nel SuperG dominio svizzero, Franzoni sesto e Paris fuori

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il programma odierno dei Giochi invernali di Milano-Cortina, giunti all’undicesima giornata di medaglie, ha offerto un contrappunto piuttosto netto tra la solennità delle istituzioni e l’amaro sapore di una pista che agli azzurri, questa volta, ha concesso poco o nulla. Ospite del Circolo ufficiali della Marina Militare a Cortina, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto incontrare personalmente Sofia Goggia, intrattenendosi con lei per una mezzora circa; un colloquio, quello avvenuto nel pomerigggio, al quale erano presenti anche il presidente del Coni Luciano Buonfiglio e altri membri della delegazione olimpica. Al termine dell’incontro il Capo dello Stato, che domani assisterà al SuperG femminile sulle Tofane, ha voluto raggiungere telefonicamente Arianna Fontana per congratularsi dell’oro vinto ieri nella staffetta mista di short track, dodicesima medaglia olimpica di una carriera che ormai attraversa sei diverse edizioni dei Giochi. Non è mancata, nel dialogo con Goggia, una battuta sull’Atalanta e sul suo ex allenatore Gian Piero Gasperini, né una domanda precisa sulle condizioni di Lindsey Vonn – la campionessa statunitense ancora ricoverata a Treviso – che Mattarella ha definito un gesto di coraggio puro -2-6.

Il muro svizzero sulla Stelvio: oro, bronzo e un argento a stelle e strisce

Se la politica e lo sport istituzionale si stringevano attorno alle atlete, sull’innovativo tracciato di Bormio la realtà dei cronometri ha preso una direzione ben diversa e per nulla accomodante. Nel SuperG maschile, specialità che per l’Italia rappresentava una delle chance più concrete di allungare il medagliere, la squadra azzurra è uscita ridimensionata e senza podio. Lo svizzero Franjo von Allmen, classe 2002 e già oro in discesa e combinata, ha messo in fila tutti con un tempo di 1’25”32, conquistando la sua terza medaglia d’oro in questi Giochi e ipotecando un posto nella storia dello sci elvetico; alle sue spalle, a soli tredici centesimi, lo statunitense Ryan Cochran-Siegle ha regalato agli Stati Uniti un argento prezioso, mentre il bronzo è andato all’altro fuoriclasse elvetico Marco Odermatt, staccato di ventotto centesimi e visibilmente insoddisfatto della propria prestazione nonostante il metallo al collo -1-7-10.

L’Italia, che pure schierava quattro atleti di primo piano, ha dovuto fare i conti con una giornata storta e con una buona dose di sorte avversa. Giovanni Franzoni, reduce dall’argento in discesa libera, non è riuscito a ripetersi: il suo sesto posto finale, con un distacco di sessantatré centesimi dal vincitore, lo ha lasciato lontano dalla zona podio e fuori dalla top five, tradito forse da un tracciato che non ne ha esaltato le traiettorie. Più drammatica la situazione di Dominik Paris, la cui gara è durata appena quindici secondi: alla sesta porta il fissaggio dello sci destro ha ceduto, e l’azzurro – bronzo in discesa – è rovinosamente scivolato fuori pista senza nemmeno poter agganciare il primo rilevamento cronometrico. Christof Innerhofer, al suo ennesimo impegno olimpico a quarantuno anni, ha chiuso undicesimo a un secondo e diciotto, mentre Mattia Casse ha pagato un distacco pesantissimo di oltre due secondi, ultimo tra gli italiani e fuori anche dalla top twenty -1-7.

Anterselva tradice Vittozzi, Wierer quinta; esordio amaro per l’Italhockey

Nemmeno il biathlon, che pure gareggiava nella propria roccaforte di Anterselva, ha regalato le soddisfazioni sperate. Nell’individuale femminile dei quindici chilometri l’oro è andato alla francese Julia Simon, ma l’attenzione era tutta sulle due punte azzurre. Dorothea Wierer, non al meglio della condizione fisica per un problema gastrointestinale, ha commesso un solo errore al poligono e ha chiuso al quinto posto a un minuto e trentatré dalla vetta: una posizione dignitosa, certo, ma lontana da quelle medaglie che la trentacinquenne di Brunico avrebbe voluto regalarsi davanti al pubblico di casa. Più amara la prova di Lisa Vittozzi: quattro errori – uno per serie – l’hanno relegata al trentasettesimo posto, con un distacco di quasi quattro minuti che riaccende il vecchio scoglio del tiro per la sappadina, ancora a secco di ori individuali in carriera nonostante i recenti argenti di staffetta -8.

A completare una giornata in chiaroscuro ci ha pensato il debutto assoluto della nazionale maschile di hockey su ghiaccio. Attesa da tempo, la prima uscita degli azzurri contro la Svezia – formazione tradizionalmente potente e strutturata – non ha riservato exploit. Sul ghiaccio della Milano Santagiulia Arena, nel Girone B, l’Italia ha dovuto arrendersi agli scandinavi con un passivo netto, confermando il divario tecnico che ancora separa la selezione di casa dalle corazzate del nord Europa; nel programma odierno figuravano anche le finali del doppio di slittino e della danza su ghiaccio, con le coppie azzurre Guignard-Fabbri e Vötter-Oberhofer in lizza per un podio che, al momento di scrivere, resta appeso all’esito delle rispettive manche serali -3-4-9.

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