Fisco, online i modelli definitivi per la dichiarazione dei redditi 2026
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Con otto distinti provvedimenti firmati il 27 febbraio, l’Agenzia delle Entrate ha dato il via libera definitivo all’intero pacchetto dei modelli dichiarativi che cittadini e imprese dovranno utilizzare per la campagna fiscale di quest’anno, quella relativa al periodo d’imposta 2025. Dopo le bozze diffuse a dicembre, e in scia all’approvazione della Certificazione unica e del modello Iva annuale avvenuta a gennaio, si completa così il quadro della modulistica: si va dal 730, il modello di massa per eccellenza che riguarda lavoratori dipendenti e pensionati, ai più complessi Redditi, 770 e Irap, senza dimenticare il concordato preventivo biennale.
Novità in vista per chi presenta il 730, dalle detrazioni ai figli alle spese sportive
Per i contribuenti che utilizzeranno il modello 730/2026, l’appuntamento con la dichiarazione precompilata è fissato al 30 aprile, data a partire dalla quale sarà possibile consultare online i dati già inseriti dal fisco. Le istruzioni allegate al modello, però, permettono già di farsi un’idea delle principali novità. La riforma dell’Irpef, ormai strutturale, conferma i tre scaglioni di reddito, ma introduce qualche ritocco: la detrazione per i redditi da lavoro dipendente sale a 1.955 euro per chi non supera i 15.000 euro annui. Cambiano, inoltre, le regole per i familiari a carico; la detrazione, infatti, non spetta più per i figli che superano i trent’anni d’età, a meno che non siano disabili, mentre per quelli tra i 21 e i 29 anni il beneficio rimane. Per i cosiddetti "altri familiari", invece, la detrazione è ora limitata ai soli ascendenti che convivono con il contribuente.
Un’altra significativa integrazione riguarda la precompilata, che quest’anno si arricchirà automaticamente delle spese sportive sostenute per i ragazzi tra i 5 e i 18 anni. Saranno le stesse associazioni e strutture sportive a trasmettere i dati all’Anagrafe tributaria, sollevando i genitori dall’onere di conservare e inserire manualmente ricevute e bollettini, fermo restando il limite di spesa su cui calcolare il 19% di detrazione, che è di 210 euro per ciascun figlio.
Redditi e concordato, le novità per imprese e professionisti
Parallelamente, l’amministrazione finanziaria ha messo a punto i modelli destinati al mondo delle partite Iva e delle società. Per il modello Redditi 2026, che come sempre si rivolge a persone fisiche, società di persone e di capitali, i termini di invio telematico scadranno il prossimo 2 novembre, considerato che il 31 ottobre cade di sabato. Una delle principali innovazioni contenute nei vari provvedimenti riguarda il concordato preventivo biennale (Cpb), lo strumento che consente di accordarsi con il fisco sulla tassazione per i due anni successivi. Per il biennio 2026-2027, l’Agenzia ha definito anche le modalità per la revoca dell’adesione, che potrà essere effettuata trasmettendo i dati in via autonoma oppure, ed è una delle novità di quest’anno, congiuntamente al modello Redditi, semplificando di fatto le procedure per chi volesse ripensarci. Restano confermati, e sono già disponibili sul sito delle Entrate, anche i 173 modelli Isa (Indici sintetici di affidabilità) che tanti professionisti e imprenditori sono chiamati a compilare per certificare la propria affidabilità fiscale.
Le modifiche sulle detrazioni e il nuovo quadro per le cripto-attività
Un’attenta lettura dei documenti pubblicati lascia emergere altre modifiche di dettaglio, che spaziano in diversi ambiti. Per i lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi, è confermata una somma fino a 960 euro che non concorre a formare il reddito complessivo, mentre per la fascia tra i 20.000 e i 40.000 euro è prevista un’ulteriore detrazione dall’imposta lorda. Sul fronte delle agevolazioni, si segnala l’innalzamento a 5.000 euro del limite per i premi di risultato tassati con imposta sostitutiva, così come, per i neoassunti a tempo indeterminato nel 2025, diventano esenti fino a 5.000 euro annui i rimborsi per i canoni di locazione o le spese di manutenzione sostenute dal datore di lavoro. Infine, il modello 730 allarga i suoi orizzonti: al suo interno trovano ora spazio, nei nuovi quadri M, T e W, la gestione della tassazione separata, delle plusvalenze finanziarie e, novità assoluta, il monitoraggio delle cripto-attività con il calcolo delle relative imposte, allineando la dichiarazione dei redditi alle evoluzioni del mercato.




