L'Iran si prepara ai funerali di Khamenei, una settimana di cerimonie tra Teheran e Mashad

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il feretro dell'ayatollah Ali Khamenei, la Guida suprema dell'Iran uccisa da un raid statunitense e israeliano lo scorso 28 febbraio, giace da venerdì nella grande sala di preghiera del Grand Mosalla di Teheran, avvolto nel tricolore della Repubblica Islamica e vegliato da una folla in lacrime che ha intonato slogan contro Stati Uniti e Israele, sventolando bandiere e ritratti del defunto leader.

Una settimana di cerimonie per un addio epocale

Le esequie, che le autorità iraniane hanno definito come il "funerale del secolo", si protrarranno per sette giorni e toccheranno diverse città sante, sia in Iran che in Iraq, concludendosi giovedì prossimo a Mashad, la città natale dell'ayatollah, dove la salma sarà tumulata nel mausoleo dell'Imam Reza, il più importante luogo di pellegrinaggio del Paese.

La cerimonia di venerdì ha visto la partecipazione delle massime cariche dello Stato, tra cui il presidente Masoud Pezeshkian, il presidente del Parlamento Mohammad Ghalibaf e il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, che si sono recati alla moschea per rendere omaggio alla salma, in quella che rappresenta una delle più imponenti mobilitazioni di massa mai organizzate dalla Repubblica Islamica.

Una mobilitazione senza precedenti e le delegazioni internazionali

Secondo le stime fornite dalle autorità, si prevede che tra i 15 e i 20 milioni di persone parteciperanno alle diverse tappe del corteo funebre, un evento che richiederà uno sforzo logistico e di sicurezza senza precedenti, con uffici pubblici e privati chiusi a Teheran, restrizioni al traffico e la parziale chiusura dello spazio aereo della capitale.

Nel frattempo, Teheran si prepara ad accogliere le delegazioni di oltre 90 Paesi che hanno confermato la loro presenza alle esequie, tra cui spiccano quelle di Russia, Cina, Pakistan e Iraq, mentre gli occhi degli osservatori internazionali sono puntati sull'assenza del nuovo leader, Mojtaba Khamenei, il figlio del defunto ayatollah, che non è più apparso in pubblico da quando è stato ferito nello stesso attacco che ha ucciso il padre e che, secondo indiscrezioni, non parteciperà ai funerali per motivi di sicurezza.

Un leader assente e il ruolo dei Guardiani della Rivoluzione

L'assenza di Mojtaba Khamenei, designato dall'Assemblea degli Esperti come nuova Guida suprema, getta un'ombra sulla compattezza del regime, evidenziando un vuoto di potere che le autorità cercano di colmare con una massiccia dimostrazione di forza e devozione popolare, mentre il generale Ahmad Vahidi, potente capo delle Guardie Rivoluzionarie, è comparso in pubblico durante le cerimonie, a sottolineare il ruolo centrale dell'apparato militare nella gestione della transizione.

La sepoltura, che era stata rinviata a causa dei rischi connessi al conflitto in corso, è stata calendarizzata dopo la firma di una tregua preliminare tra Iran e Stati Uniti lo scorso giugno, ma la tensione rimane altissima, tanto che Teheran ha lanciato un avvertimento a Washington e Israele contro eventuali attacchi durante lo svolgimento dei funerali.

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