La strage dei cacciatori sui Nebrodi, l'indagine si stringe intorno a un quarto uomo

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   L'aspra bellezza dei boschi dei Nebrodi, quella mattina del 28 gennaio, è stata sconvolta da una scena che ha lasciato un alone di mistero e orrore. Nel territorio di Montagnareale, in provincia di Messina, tre uomini – Antonio Gatani, ottantadue anni, e i fratelli Danis e Giuseppe Pino – sono stati ritrovati privi di vita, colpiti a morte dai pallini dei loro stessi fucili da caccia. I loro corpi giacevano distanziati l'uno dall'altro, una disposizione che, unita alla presenza di un cane rimasto chiuso in un'auto, ha immediatamente sollevato interrogativi drammatici per gli investigatori. Se, in un primo momento, le ipotesi spaziavano da un tragico errore durante la battuta a una lite sfociata in violenza inimmaginabile, le indagini coordinate dalla Procura di Patti hanno progressivamente scavato più a fondo, seguendo piste concrete che hanno portato a un decisivo restringimento del campo.

L'identità dell'indagato e le prove materiali

Proprio mentre l'attenzione pubblica si interrogava sulla dinamica dei fatti, descrivendo – spesso con troppa facilità – un "delitto a catena", gli inquirenti hanno lavorato con metodo sulla scena del crimine. Un elemento, fra tutti, è emerso con chiarezza sin dalle prime ore: i tre cacciatori, quel giorno, non erano soli. La ricostruzione degli spostamenti ha infatti evidenziato la presenza di un quarto individuo, un conoscente, se non un amico, del più anziano del gruppo, Antonio Gatani. Ed è proprio su questa figura che si è concentrata l'attenzione degli investigatori, i quali, dopo averne acquisito gli spostamenti e i movimenti, hanno proceduto all'iscrizione nel registro degli indagati per il triplice omicidio. A costui, il cui ruolo nella vicenda è al centro delle verifiche, sono state sequestrate le armi in suo possesso, un passaggio cruciale per gli accertamenti balistici che sono ora in corso presso il Ris dei Carabinieri di Messina.

Il peso decisivo delle perizie balistiche

Se l'autopsia sui corpi delle vittime ha già fornito dati essenziali sulle distanze e le modalità dei colpi, è l'esame scientifico delle armi a rappresentare il cuore probatorio dell'intera inchiesta. I tecnici del Ris, infatti, sono al lavoro per confrontare i pallini rinvenuti sui corpi e nella zona con quelli sparati dalle canne dei fucili sequestrati, non solo a quello dell'indagato ma anche a quelli rinvenuti sul posto, vicino ai tre cacciatori. Questo confronto, meticoloso e tecnico, potrà stabilire con certezza quale arma abbia sparato i colpi mortali e, di conseguenza, chi l'avesse in mano in quel momento fatale. Si tratta di un'operazione complessa, che richiede tempo, ma i cui esiti saranno dirimenti per attribuire responsabilità precise e far luce su una vicenda che ha scosso l'intera zona, abituata più al rombo dei motori delle jeep per le battute che al silenzio sinistro lasciato da una sparatoria.

La doppia pista e gli scenari ancora aperti

Nonostante il passo avanti rappresentato dall'individuazione di un soggetto formalmente sospettato, gli scenari investigativi rimangano, al momento, su un doppio binario. Da un lato, persiste l'ipotesi dell'incidente, di una sequenza di equivoci e di errori di valutazione nella fitta vegetazione che avrebbero potuto innescare una reazione a catena dai tragici esiti. Dall'altro, prende sempre più la pista del conflitto, di una lite improvvisa o di un risentimento covato a lungo, esploso in quella mattinata con una violenza inaudita. La procura, tuttavia, evita con attenzione qualsiasi fughe in avanti o dichiarazioni premature, consapevole che solo le prove materiali – le traiettorie, i bossoli, i risultati balistici – potranno sciogliere definitivamente i nodi. Quel che è certo è che la macchina investigativa sta procedendo senza sosta, cercando di dare un nome, e una motivazione, a un dolore che ha colpito tre famiglie e ha proiettato un'ombra lunga sulle montagne dei Nebrodi.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.