Minacce ai testimoni dell'agguato di Rieti, la Digos perquisisce la 'Curva Terminillo'

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La tensione a Rieti, che già non si era placata dopo la morte di Raffaele Marianella, si è acuita con l'apparizione di uno striscione minaccioso su uno dei cancelli del PalaSojourner, dove domenica si è giocata la partita contro il Pistoia basket. "Nascondetevi infami, sappiamo chi siete", recitava il messaggio, un monito diretto a coloro che potrebbero aver assistito all'agguato o che, in qualche modo, stanno collaborando con le indagini. Un episodio, questo, che ha spinto la Digos a intervenire con una perquisizione nella sede del gruppo ultras 'Curva Terminillo', nel tentativo di raccogliere elementi utili a identificare gli autori dell'intimidazione e a sgominare i responsabili di un clima di paura che si vuole imporre.

L'autopsia conferma la dinamica dell'omicidio

Nel frattempo, il procuratore capo di Rieti, Paolo Auriemma, ha reso noti gli esiti dell'autopsia sul corpo di Raffaele Marianella, l'autista ausiliario del pullman che trasportava i tifosi del Pistoia Basket. Le risultanze, che non lasciano spazio a dubbi, confermano che la morte è stata causata dal lancio di una grossa pietra, la quale ha colpito l'uomo nella zona alto toracica. "E’ un omicidio in concorso", ha dichiarato il procuratore, una definizione giuridica che inquadra la gravità di un fatto delittuoso nel quale, com'è emerso, più persone hanno concorso a determinare l'esito fatale. L'uomo, il quale era seduto accanto al conducente del mezzo mentre questo percorreva la superstrada Rieti-Terni, è rimasto così vittima di una sassaiola divenuta, purtroppo, letale.

L'identikit del principale sospettato

Sul fronte delle indagini, finalizzate a individuare i colpevoli materiali, si è andata delineando con sempre maggiore precisione la figura di chi avrebbe scagliato il sasso mortale. Si tratterebbe di Kevin Pellecchia, un ventenne ultras di Rieti, identificato dalle forze dell'ordine come il principale sospettato per l'omicidio di Marianella. L'aggressione al pullman, avvenuta lo scorso 19 ottobre, è stata un'azione violenta e premeditata, durante la quale il gruppo di ultras del Basket Rieti ha preso d'assalto il mezzo; in quel frangente, una pietra appuntita, lanciata con violenza, ha colpito in pieno volto l'autista ausiliario, provocandogli ferite che si sono rivelate insuperabili.

Le misure cautelari: i provvedimenti Daspo emessi dal questore

A seguito dei gravi fatti di sangue, il questore di Rieti, Pasquale Fiocco, valutati gli elementi raccolti dal personale di Polizia durante i servizi d'ordine, ha disposto una misura di prevenzione verso alcuni tifosi ultras della compagine reatina. Sono stati infatti emessi diversi provvedimenti di Divieto di Accesso ai luoghi dove si svolgono le manifestazioni sportive, il cosiddetto Daspo, il quale mira a impedire a soggetti ritenuti pericolosi per l'incolumità pubblica di fare ingresso negli stadi. Una decisione, questa, che si inserisce in un più ampio contesto investigativo e di contrasto alla violenza sportiva, un fenomeno che continua a mietere vittime innocenti e a gettare un'ombra sinistra sul mondo dello sport.

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