Siria, il controllo del territorio e le sfide per al-Jolani

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Con il crollo del regime siriano, Israele ha avviato un piano per ridisegnare la geografia della sicurezza e penetrare più a fondo nel territorio siriano, mirando a stabilire un nuovo equilibrio che metta la Siria sotto il controllo e la sorveglianza israeliana. Questa strategia ha incluso attacchi alle infrastrutture militari e alla capacità dell’esercito siriano, con l’obiettivo di creare una Siria smilitarizzata e rendere il suo territorio inutilizzabile in qualsiasi scenario futuro che possa rappresentare una minaccia per Israele.

Il potere è una scatola vuota per al-Jolani. Il crollo del regime di Assad e i raid di Israele consegnano al nuovo padroncino di Damasco, il jihadista al-Jolani, una scatola vuota sulla quale è scritto "Ex Siria". Bashar al-Assad, che si è fatto vivo da Mosca dando la sua versione della storia – "sono i russi che mi hanno chiesto di andarmene" – si è portato via la cassa. Le riserve della banca centrale, due tonnellate di banconote e 250 milioni di dollari erano già stati trasferiti in passato in Russia, la sua cerchia di potere aveva acquistato un quartiere della capitale russa dove trasferirsi con i proventi delle rapine a danno del popolo siriano, del contrabbando e del traffico di droga.

L'inviato delle Nazioni Unite Geir Pedersen ha incontrato nelle scorse ore a Damasco il leader siriano Abu Muhammad al-Jolani. I due hanno discusso dei cambiamenti avvenuti sulla scena politica che rendono necessario aggiornare la risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'ONU del 2015 che stabiliva una tabella di marcia per una soluzione politica in Siria. La Siria cerca di tornare alla normalità dopo la caduta del governo di Assad. Da ieri hanno riaperto scuole e università, e le persone tornano al lavoro negli uffici. Riprende anche l'attività diplomatica con la riapertura delle ambasciate: dopo la rappresentanza turca, da domani anche il Qatar, assente da 13 anni, ha annunciato la riapertura dei propri uffici a Damasco.

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