Sciopero al porto di Genova dopo la morte di un operaio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A seguito dell'incidente mortale avvenuto sulle banchine del Psa di Prà, i lavoratori del porto di Genova hanno proclamato uno sciopero immediato, bloccando il traffico e fermando l'operatività per 24 ore. La tragedia, che ha visto la morte istantanea di Gian Battista Macciò, 52 anni, residente in via Abbazia a Missano, frazione di Castiglione Chiavarese, ha scosso profondamente la Val Petronio. Macciò, travolto da una ralla, è deceduto sul colpo, mentre un secondo operaio è rimasto ferito nello stesso incidente.

La mobilitazione dei lavoratori, che si sono radunati davanti al varco Etiopia del porto, è stata caratterizzata da un presidio in lungomare Canepa, dove è stato esposto uno striscione bianco con la scritta "basta morti sul lavoro! ci siamo rotti il ca..o". La rabbia e la frustrazione dei colleghi della vittima sono palpabili: "Non puoi uscire di casa e non tornare più dalla tua famiglia, è inaccettabile", hanno dichiarato.

Le indagini per chiarire le cause dell'incidente sono attualmente in corso, mentre la comunità locale piange la perdita di Macciò, ricordato come un uomo dedito al lavoro e alla famiglia. La moglie Roberta e il figlio ventenne Lorenzo sono straziati dal dolore, mentre i colleghi chiedono maggiore sicurezza sul lavoro per evitare che simili tragedie si ripetano.

La protesta dei lavoratori portuali, che hanno deciso di fermarsi per 24 ore, rappresenta un grido di dolore e di richiesta di giustizia, in un contesto in cui la sicurezza sul lavoro è diventata una priorità non più rimandabile.

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