Gas e petrolio in rialzo sui mercati energetici: Ttf a 59,5 euro, Wti oltre 84 dollari

Gas e petrolio in rialzo sui mercati energetici: Ttf a 59,5 euro, Wti oltre 84 dollari
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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il prezzo del gas naturale in Europa ha chiuso la seduta in netto rialzo, attestandosi a 59,5 euro al megawattora, con un incremento dell'1,4% sul mercato Ttf di Amsterdam. Il principale hub di scambio del Vecchio Continente continua quindi a dettare il passo per le quotazioni dell'oro blu, in una giornata che ha visto gli operatori energetici muoversi all'insegna della prudenza e delle tensioni internazionali.

Il dato arriva a suggellare una settimana particolarmente movimentata, dopo che il greggio aveva già mostrato segnali di forza superando quota 84 dollari al barile per il Wti, mentre il Brent si è spinto fino a sfiorare i 91 dollari.

Il ruolo del Ttf e il contesto geopolitico

L'andamento del gas è stato misurato principalmente sul mercato olandese, dove il future Ttf per le consegne immediate ha registrato un deciso balzo in avanti, confermando la fragilità dell'equilibrio tra domanda e offerta. Il petrolio, dal canto suo, ha chiuso in forte rialzo sulle piazze internazionali, con il Wti a 84,87 dollari al barile e il Brent a 90,88 dollari, segnando rispettivamente un +1,97% e un +1,86%.

L'impennata dei prezzi è stata alimentata dalle rinnovate tensioni tra Stati Uniti e Iran, dove gli attacchi reciproci si sono protratti per dieci giorni consecutivi nonostante la presenza di un cessate il fuoco formalmente in vigore, gettando un'ombra sulla stabilità dell'intera regione mediorientale.

L'impatto sui mercati finanziari

Le ripercussioni di questi movimenti si sono fatte sentire anche sui mercati obbligazionari, dove il rendimento del titolo di Stato decennale italiano si è avvicinato al 4%, riflettendo le aspettative degli investitori su un'inflazione che potrebbe restare elevata più a lungo del previsto. Il governo italiano ha già annunciato che intende utilizzare la flessibilità concessa dall'Unione Europea per dirottare la maggiore spesa del prossimo biennio verso il caro energia, prevedendo una clausola specifica per le spese di difesa, nel rispetto delle prerogative parlamentari.

L'effetto combinato del caro-gas e del petrolio in ascesa rischia di comprimere ulteriormente i margini delle imprese e di erodere il potere d'acquisto delle famiglie, in un quadro macroeconomico già reso incerto dall'andamento dei tassi di interesse.

Prospettive e scenario petrolifero

Sul fronte del greggio, il Wti continua a mantenersi stabilmente al di sopra della soglia psicologica degli 82 dollari al barile, dopo aver archiviato un rally nelle ultime sedute che lo ha portato a testare i massimi dell'ultimo mese. Nonostante una lieve fase di consolidamento registrata durante la sessione europea di martedì, il quadro di fondo rimane costruttivo e lascia intendere che il potenziale rialzista dell'oro nero sia ancora intatto, soprattutto in assenza di segnali chiari di de-escalation tra Washington e Teheran.

Gli operatori continuano a monitorare ogni minimo sviluppo del conflitto, consapevoli che qualsiasi scossone in quella zona critica potrebbe tradursi in nuove tensioni sulle forniture, con conseguenze dirette sui listini energetici globali.

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