Le gemelle Kessler, un legame oltre la vita e lo spettacolo
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Redazione Interno
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La notizia della scomparsa di Alice ed Ellen Kessler, all'età di ottantanove anni, ha riportato alla memoria, con la forza di un'epoca intera, l'immagine di due donne che hanno incarnato, per decenni, l'eleganza e la vitalità di uno spettacolo europeo colto nel suo momento di massimo fulgore. La loro morte, avvenuta nella casa di Grünwald, in Baviera, dove avevano scelto di ritirarsi dopo aver lasciare l'Italia nel 1986, chiude un capitolo fondamentale della storia dello spettacolo, non solo italiano, segnando la fine di un'esistenza profondamente e volutamente condivisa. Le indagini delle autorità tedesche, attivate subito dopo il ritrovamento dei corpi, si sono concentrate sulle circostanze del decesso, circoscrivendo un evento che le stesse gemelle, del resto, avevano in qualche modo prefigurato con una lucidità che non ammetteva fraintendimenti.
Un patto di vita e di scena
Inseparabili sul palco come nella sfera privata, Alice ed Ellen costruirono una carriera luminosa, fatta di successi televisivi, cinematografici e teatrali, che le rese icone assolute dagli anni Cinquanta agli Ottanta, ponendo però il loro rapporto simbiotico al di sopra di tutto, persino degli affetti più intimi. Il loro era un legame che, come ebbero modo di dichiarare, escludeva deliberatamente il matrimonio e la maternità, scelte di vita radicali che consolidavano un'impenetrabile unione, un "patto" che le rendeva l'una il riflesso dell'altra, al di là delle semplici convenzioni. Questo vincolo, che qualcuno definì claustrofobico mentre altre voci lo descrissero come la più pura forma di devozione, rappresentò il perno attorno al quale ruotò ogni loro decisione, artistica e personale, creando un microcosmo dove l'esterno faticava a penetrare.
Le relazioni e il racconto pubblico
La loro vita sentimentale, sebbene spesso oggetto di cronaca, rimase sempre confinata in una posizione secondaria, subordinata a quel legame primario che le univa. Di Ellen si ricordò la relazione con un noto attore, un legame che, pur nella sua visibilità, non scalfì mai la centralità del rapporto con la sorella; di Alice, invece, circolarono racconti, a volte ingigantiti dalla stampa, che la dipingevano come una figura dalla vita amorosa intensa e vivace. Queste narrazioni, che qualcuno riassunse con frasi ad effetto sul numero dei suoi corteggiatori, contribuirono a creare un'aura di mistero attorno alla loro esistenza, offrendo al pubblico solo frammenti di una verità più complessa e riservata, che esse stesse proteggevano con gelosia.
L'ultimo atto di una storia condivisa
La natura del loro commiato, che le ha viste partire insieme, sembra l'ultima, coerente espressione di quel patto di indivisibilità che aveva caratterizzato ogni loro passo. Già in un'intervista rilasciata tempo addietro, avevano espresso il desiderio di essere sepolte insieme, in un'urna unica che avrebbe accolto anche le ceneri della madre Elsa e del loro cane, un'immagine potente che suggella un'intera esistenza. A questo si è aggiunta la rivelazione di una personalità dello spettacolo, la quale, commentando la scomparsa, ha fatto riferimento alle condizioni di salute di una di loro, lasciando intendere come la scelta possa essere stata dettata da una sofferenza fisica che l'altra non ha voluto e potuto sopportare di osservare da sola.




