Il Toro si ferma a Cremona: primo tiro al 94’, ma il pari che sa di beffa per i grigiorossi è solo 0-0
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Redazione Sport
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La terza vittoria consecutiva, inseguita dal Torino di Mister D’Aversa con l’ambizione di blindare una classifica tranquilla, si è infranta contro il muro grigiorosso dello stadio Zini, dove la Cremonese ha strappato un pareggio per 0-0 che, a guardare la mole di gioco prodotta nella ripresa, sa più di occasione mancata che di successo difensivo. I granata, infatti, hanno offerto una prestazione opaca, caratterizzata da un'involuzione tecnica preoccupante, se è vero che il primo tiro verso lo specchio della porta di Audero è arrivato addirittura al 94’, quando ormai il cronometro segnava l’inizio del recupero. Un dato statistico, questo, che fotografa con crudezza le difficoltà incontrate dagli uomini di D’Aversa nel costruire manovre pericolose, complice un centrocampo spesso sovrastato dall’intensità degli avversari e un attacco rimasto impigliato nelle maglie della difesa lombarda.
L’assedio della ripresa e il gol fantasma di Baschirotto
Se il primo tempo era stato un noioso copione di studio, con la Cremonese attenta a non scoprirsi e il Torino rinunciatario, la musica è cambiata radicalmente nella seconda frazione. La squadra di Giampaolo, spinta dall’urgenza di allontanarsi dalla zona calda della classifica, ha alzato il baricentro dando vita a un vero e proprio assedio. Il punto di svolta, quello che ha fatto tremare il pubblico di casa e gelato quello ospite, è arrivato al 61’: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Federico Baschirotto ha sbattuto la palla in rete con una zampata vincente, scatenando l’esultanza dello Zini. La gioia, però, è durata lo spazio di un attimo. L’arbitro Fabbri, richiamato al monitor dalla sala VAR per una revisione on-field, ha annullato la rete. La decisione, che ha acceso le proteste dei padroni di casa, è stata motivata con un fallo del difensore grigiorosso ai danni del portiere granata Paleari, ritenuto in posizione irregolare nel tentativo di colpire il pallone. Un verdetto severo che ha cambiato l’inerzia psicologica del match, lasciando l’amaro in bocca a una Cremonese che nel corso della ripresa aveva più volte sfiorato il vantaggio.
Paleari para il Torino, Audero vigile nel finale
A salvare il risultato per il Torino, tenendolo a galla in una delle sue peggiori uscite stagionali, ci ha pensato il portiere Alberto Paleari, autore di una parata decisiva al 58’ sul sinistro a giro di Federico Bonazzoli, un tiro che sembrava destinato a infilarsi sotto l’incrocio dei pali. Se dalla parte della Cremonese Bonazzoli è stato il più attivo, collezionando sette tentativi verso la porta senza mai trovare la via del gol, per il Torino il reparto offensivo ha vissuto una serata da dimenticare. L’argentino Simeone, spesso ingabbiato dalla coppia centrale Baschirotto-Luperto, non ha mai impensierito Audero, mentre l’attacco nella sua interezza ha mostrato una preoccupante sterilità. Solo nel recupero, complice la stanchezza avversaria e qualche metro lasciato di troppo, il Torino ha trovato l’unico lampo: il neoentrato Kulenovic, subentrato a Njie (a sua volta dentro da venti minuti), ha calciato un diagonale mancino che ha costretto Audero a un intervento in angolo, salvando il risultato per i suoi.
Punto che muove la classifica, ma con rimpianti diversi
Il pareggio, sebbene positivo sulla carta per la lotta salvezza della Cremonese, rappresenta un’occasione sprecata per allungare sul Lecce, attualmente terzultimo e in agguato. La squadra di Giampaolo, pur dimostrando carattere e cuore nella ripresa, paga ancora una volta la scarsa precisione sotto porta e l’amarezza per un gol annullato che avrebbe potuto cambiare il volto della domenica. Per il Torino, invece, il 0-0 interrompe la striscia positiva ma allontana definitivamente qualsiasi rischio, consolidando un dodicesimo posto che difficilmente verrà intaccato. Ciò che preoccupa, al di là del risultato, è l’atteggiamento visto in campo: la mancanza di mordente, il primo tiro in porta arrivato allo scadere e la difficoltà nel costruire gioco fanno pensare a una squadra che ha già la testa altrove, forse appagata da una salvezza ormai acquisita. La Cremonese, dal canto suo, esce dal campo con la consapevolezza di aver lottato, ma con la necessità assoluta di trasformare la sostanza in punti pesanti già dalla prossima giornata.




